In Abruzzo tante sono le credenze e le superstizioni di cui la cultura popolare ha circondato la notte di Natale. Ad esempio, si crede che sia una strega la donna che per ultima uscirà dalla chiesa dopo la Messa di mezzanotte e che diventi lupo mannaro  o stregone chi nascerà nella Notte Santa.

E ancora: che l'acqua delle fonti a mezzanotte diventi oro e che gli animali all'improvviso acquistino la parola. Addirittura, per evitare che si lamentino o che imprechino, è necessario accudirli nel modo migliore possibile perché, in caso contrario, i loro proprietari saranno colpiti dalla malasorte.

Il raccolto, invece, sarà pessimo se il Natale capita di giovedì. Questo giorno anticamente era dedicato a Giove, il sommo dio pagano, e la tradizione popolare vuole che questo dio, vedendosi sostituito da Cristo, si vendichi scatenando tutto il suo potere di divinità atmosferica e agricola capace di scagliare fulmini o scatenare tempeste.

E sempre riguardo al raccolto: se c'è la luna piena, per esempio, il Natale è maschio e il raccolto sarà buono. Se, invece, la luna è nuova il Natale è femmina e ci sarà una grande miseria. E se la luna è a metà? Si raccoglierà circa la metà di quanto di raccoglie negli anni di abbondanza.

E ancora sul raccolto si può cercare un indizio anche nella fiamma delle candele che brillano in chiesa durante la messa di mezzanotte: se la fiamma è dritta verso il cielo sarà una buona annata, se tremola arriveranno tempi duri.

Pure il clima può essere previsto in questo giorno così particolare: se la notte tra il 24 e il 25 dicembre sarà fredda c'è da aspettarsi un inverno mite, se al contrario l'aria è dolce l'inverno sarà nevoso e il tempo resterà pessimo fino a Pasqua.
 
E, infine, un'altra leggenda vuole che pettinarsi durante la notte di Natale preserverà dal mal di testa per tutto l'anno oppure aiuterà a realizzare prodigi o ad ottenere rivelazioni.