Terremoti, studio su emissioni di radon
Venerdì 12 Marzo 2010 17:37
Prima di un terremoto le emissioni di radon da parte delle rocce aumentano o diminuiscono a causa dei 'vuoti' presenti al loro interno. Lo ha scoperto uno studio italiano, che sarà pubblicato dalla rivista Geophysical Research Letters , che è riuscito per la prima volta a spiegare il meccanismo alla base di questo fenomeno, e che potrà essere usato in futuro, secondo gli studiosi l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), per cercare di predire i terremoti.

Un tema di cui si è molto discusso dopo il terremoto in Abruzzo. La ricerca è stata portata avanti dai ricercatori dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e dell'Università Roma Tre, che hanno condotto in laboratorio dei test su dei campioni di rocce che sono stati deformati in diversi modi e di cui è stata misurata la produzione di radon.

"Le rocce spesso contengono un alta percentuale di vuoti, spesso superiore anche al 30% - spiega Sergio Vinciguerra, uno degli autori - sottoposte a carico 'imploderanno' chiudendo inizialmente i vuoti disponibili, fino a che raggiunta una soglia di densificazione critica, si assisterà alla formazione di fratture.

In termini di rilascio di gas, come il radon, questo si traduce inizialmente in una diminuzione di emissione (meno vuoti, meno spazi per i gas) e soltanto quando si formeranno fratture, che rappresentano nuove vie per i gas, l'emissione di radon aumenterà rispetto al suo valore di fondo".

Secondo l'esperto è ancora presto però per riuscire a prevedere i terremoti sulla base delle variazioni del gas: "Stiamo estendendo l'analisi ad altre litologie con diversi contenuti di vuoti - continua Vinciguerra - Questo ci permetterà nei prossimi anni di sviluppare un modello e fornire un supporto quantitativo all'interpretazione delle anomalie di questo gas prima di eventi sismici e vulcanici".

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