26 mag, 2012
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PESCARA Canone per il Pc, Codacons chiede incontro con Rai
Martedì 21 Febbraio 2012 15:21

Canone per il Pc, Codacons chiede incontro con Rai

Assurdo il canone Rai per il computer. Per questo il Codacons chiede un incontro urgente con la Rai al fine di definire un protocollo d'intesa condiviso sul pagamento del canone.
E' quanto si legge sul sito dell'associazione dei consumatori guidata dall'avvocato Carlo Rienzi.


E' evidente - si legge ancora sul sito del Codacons - che costringere al pagamento del canone speciale tutti quelli che hanno un computer, indipendentemente dall'uso che ne fanno, è assurdo e anacronistico. Si tratta, cioè, di una interpretazione arbitraria e fiscale che la Rai dà del Regio Decreto Legge del 1938.

Per il Codacons quella definizione di apparecchio atto od adattabile alla ricezione di programmi va applicata agli strumenti esistenti all'epoca, al momento dell'entrata in vigore della legge, quando la tv nemmeno esisteva e non certo alle tecnologie di oggi, altrimenti tanto varrebbe dire che ogni nucleo famigliare deve comunque pagare il canone, visto che si può navigare in internet non solo con un computer ma anche con uno smartphone.

Per questo, in attesa che il Parlamento modifichi l'art. 1 del R.d.l. n. 246 del 21/02/1938, facendo definitivamente chiarezza in materia, occorre siglare un protocollo d'intesa.

Per il Codacons, infatti, il canone va pagato come tassa di possesso solo da chi ha la tv, mentre per chi ha un computer va pagato come tassa di uso prevalente, ossia solo se il computer è usato abitualmente come televisore. Si tratta, cioè, di evitare, ad esempio, che gli alberghi possano aggirare la norma installando nelle camere computer invece di televisori.

Il Codacons aggiunge che la Rai invece di perdere tempo con i computer, dovrebbe pensare a recuperare il canone speciale degli esercizi commerciali, strutture ricettive, sedi di partito, associazioni e circoli che evadono, per ammissione della stessa Lorenza Lei, per il 90%, determinando un mancato introito per lo Stato stimabile in 230 milioni di euro all’anno.

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