07 feb, 2012
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I Quattrocento Colpi NICHI BOVARY

NICHI BOVARY

Antoine DoinelNon si illuda Bersani di poterci mettere becco se non, addirittura, di poter correre lui stesso. Il futuro candidato premier del centrosinistra è già stato deciso. Si chiama Nichi Vendola. Lo ha scelto il sentimento diffuso di ciò che è diventata la sinistra in Italia.



Vendola, infatti, incarna alla perfezione i rumori di fondo di quello stato d’animo pre-politico e moralistico che è ormai l’unica sostanza di quella comunità: sentimentalismi equo-solidali, pasolinistiche insofferenze per la modernità, proustiani ricordi di andate feste dell’Unità, esotismi culturali: tutti politicamente corretti.

C’è, quindi, poco da invocare statuti e forme-partito tradizionali contro questo tsunami che soffia forte da mesi. Un maelstrom irrazionale che, per inghiottire la prassi politica tradizionale alla quale Bersani cerca di dare un volto, non ha bisogno neppure dell’aiuto della Repubblica, che pure, da vent’anni ormai, è il vero centro decisionale dei destini della sinistra.

A fare di Vendola l’unto per eccellenza di questa comunità bastano e avanzano i tam-tam dei blog e di facebook, il passaparola dei clienti in fila alle casse delle librerie Feltrinelli e un formidabile, ancorché misconosciuto, fattore decisivo delle scelte della sinistra italiana: le cosiddette donne informate dei fatti, quelle che, ogni mattina, leggono la triade dei quotidiani-vangelo (Repubblica, l’Unità e Il Fatto Quotidiano), quelle che presidiano le presentazioni di libri che nessuno leggerà.

Sì, insomma, quelle ex ragazze oggi 35-55enni che, armate di un inflessibile codice morale e comportamentale, decidono ciò che è giusto vedere, ciò che è lecito leggere, ciò che è opportuno mangiare e bere, quali sono i vestiti, le scarpe, i tic verbali e perfino somatici che è accettabile esibire per avere successo nella comunità di sinistra.

Sono loro, queste inconsapevoli eredi di Emma Bovary, i giudici supremi ai quali gli uomini di sinistra dovranno inchinarsi, sono loro le vere pretoriane di Nichi, quelle con le quali Bersani e gli ultimi nostalgici della (pur giusta) autonomia della politica devono fare i conti se vogliono almeno tentare di invertire il corso delle cose che, però, scorre inesorabile verso l’approdo dell’ennesima, inevitabile, per quanto esotica, sconfitta .

Antoine Doinel



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