26 mag, 2012
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I Quattrocento Colpi LA SVIZZERA ITALIANA

LA SVIZZERA ITALIANA

Antoine DoinelIl declino della parabola politica di Berlusconi potrebbe creare più di un problema a chi, per 17 anni, si è opposto al Cavaliere trasformandolo in una sorta di causa ultima di tutti i mali dell’Italia.
Il problema che gli anti-berlusconiani a tempo pieno potrebbero incontrare, una volta uscito di scena l’oggetto della loro quasi ventennale ossessione, è quello di convincere chi non era ancora nato prima del fatidico 1993 della sua discesa in campo che questo era un Paese virtuoso.

I giovani, in questi anni, hanno infatti introiettato, ormai, un’idea dell’Italia come di un Paese in cui tutto (o quasi) funzionava prima dell’arrivo sulla scena dell’uomo di nero di Arcore e in cui, quindi, scomparso il “villain” tutto, come d’incanto, tornerà ad andare per il verso giusto, essendo lui la causa di ogni male: dalla corruzione dell’etica pubblica al decadimento dei costumi pubblici, dal basso indice di lettura (era bassissimo anche prima scopriranno poi i piccini) al deperimento della natura.

Gli ossessi dell’anti berlusconismo scopriranno come sarà difficile mantenere la fiducia dei ragazzi ai quali hanno raccontato, in questi anni, l’ennesima versione dell’anti storia d’Italia (le altre essendo: la guerra l’abbiamo vinta noi con la Resistenza; tutto quello che è accaduto nel Paese negli anni sessanta, settanta  e ottanta è il frutto di un mega complotto ordito da mafia, servizi segreti, Cia, Vaticano, P2, per finire con il lavaggio del cervello operato dalla tv del Drive In e di Colpo Grosso).   

Potrebbe accadere, insomma, che, aprendo gli occhi davanti all’Italia post-berlusconiana e scorgendo in essa gli stessi atavici vizi di quella che si sono lasciati alle spalle, questi ragazzi, cresciuti politicamente su una rigida dieta fatta di Santoro e Gabanelli, Floris e Dandini, Moretti e Crozza, decidano di non credere ai loro maestri di ieri e incominciare a interrogarsi - finalmente - sulle tare, antropologiche, dell’Italia. Sarebbe un bell’inizio.

Antoine Doinel



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