Torano deve il suo nome alla dea estrusca della fertilità Turan, mentre il termine "nuovo" fu aggiunto nel 1864 con un decreto del re Vittorio Emanuele II. Nel Medioevo il paese fu una rocca di difesa posta a confine tra lo Stato Pontificio e il Regno di Napoli. Nel 1496, durante la cosidetta "guerra del gesso" di Carlo VIII, Torano fu raso al suolo, ma grazie all'impegno dei suoi abitanti fu ricostruito e reso ancora più bello. Situato in collina, il paese offre uno dei più bei panorami della provincia di Teramo, circondato com'è da valli e poggi cosparsi di ridenti casolari e rigogliosi vigneti. Il paese, che si affaccia sulla Val Vibrata, è noto per la coltivazione delle viti e per la produzione di vino, famoso fin dai tempi antichi tanto che secondo Plinio, Annibale, reduce dalla battaglia del Trasimeno, se ne servì per curare i suoi cavalli malati di scabbia.
DA VEDERE
La chiesa di San Massimo è databile all'anno 1000. L'edificio, esempio del romanico abruzzese, ad una navata, ha un altare in pietra alle cui spalle restano tracce di un affresco raffigurante Madonna e Santi che nel 1565 fu ricoperto con la tela della Crocifissione, con la Madonna, San Massimo ed altri Santi, ora custodita in municipio. Tra gli arredi sacri figurano una croce d'argento, di fine '400 e attribuita alla scuola di Nicola da Guardiagrele, e un reliquiario in argento del 1775. Il museo di arte sacra, che sorge vicino alla chiesa della Madonna delle Grazie, custodisce reperti e oggetti raccolti nel corso dei secoli dalla popolazione toranese. Caratteristico anche largo San Flaviano, ricavato dall'abbattimento dell'omonima chiesa, che si trova nella parte più antica del paese, circondato dalle classiche viuzze.
FESTE E SAGRE
Dal 12 al 17 agosto: Sagra della salsiccia, del vino e del formaggio
PRODOTTI TIPICI
Vino (montepulciano e trebbiano), prosciutto, salumi, formaggio, farro e miele