Provincia di Pescara
Abitanti 2.814, altitudine 355 metri
Municipio: tel. +39 085 880533
Biblioteca del convento di Santa Maria del Paradiso: tel. 085/880525
', 'Posto su un altopiano ai piedi del Morrone, tra le valli del fiume Pescara e del torrente Arolle, Tocco da Casauria viene definito il “paese dei venti” per la caratteristica corrente d'aria che si forma quotidianamente. Una particolarità che è stata recentemente sfruttata mediante l'impianto di pale eoliche per la produzione di energia elettrica. Il nome attuale è successivo all'Unità d'Italia, prima di allora si chiamava solo Tocco. Le origini del paese risalgono all'incastellamento operato dall'abbazia di San Clemente a Casauria che già possedeva, sulla montagna, Cantalupo e Petra (XI secolo). Tuttavia, il rinvenimento di alcuni reperti in contrada Vasto, ha avvalorato l'ipotesi di insediamenti sul territorio in età imperiale. Anticamente ebbe rilevanza strategica grazie alla sua posizione di controllo sulla valle del Pescara e sulle Gole di Popoli. Nel 1393, durante le contese dinastiche tra Ladislao di Durazzo e Luigi II d'Angiò, ebbe il privilegio di battere moneta. Il centro storico si è sviluppato intorno al castello quattrocentesco, fortificato da quattro poderosi bastioni e nel cui cortile interno c'è una cisterna ottagonale rinascimentale. Sotto il torrione d'angolo si può visitare la prigione di rigore detta “Lombardia”, mentre al piano superiore si trovano il salone delle armi, la cappella e il trabocchetto con una scala a chiocciola in pietra. In paese c'è l'antica distilleria Toro che produce il rinomato “centerbe”, un liquore distillato dalle piante aromatiche della Maiella. A Tocco sono nati il giurista Francesco Filomusi Guelfi (1842-1922), il poeta-calzolaio Domenico Stromei (1810-1883) e il pittore Francesco Paolo Michetti (1851-1929). Antiche e aristocratiche dimore sono la testimonianza del prestigio economico e sociale che il paese ebbe in passato.
DA VEDEREIl castello quattrocentesco; la Casa-museo Michetti; la chiesa di Sant'Eustachio che, tra gli arredi sacri, conserva una croce processionale in argento e smalti, opera del sulmonese Petruccio di Pelino; le chiese di San Domenico, Sant'Antonio e della Madonna delle Grazie. Fuori dell'abitato si trova il convento di Santa Maria del Paradiso (XV secolo) con il chiostro e una ricca biblioteca di codici e incunaboli. Nella cappella dedicata a San Flaviano è custodito il Polittico della Madonna del Paradiso di scuola crivellesca.
FESTE E SAGRE19 settembre: festa di Sant'Eustachio
PRODOTTI TIPICI
Centerba, olio e lavorazione del ferro battuto
MERCATO
Martedì