26 mag, 2012
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SERRAMONACESCA

Provincia di Pescara
Abitanti 588, altitudine 295 metri
Municipio: tel. +39 085 859126
Circondato da boschi e uliveti, il paese sorge alle falde del monte Piano, alle pendici settentrionali della Maiella, ed è bagnato dal fiume Alento. La storia del borgo, il cui nome significa “serra dei monaci”, è legata a quella del monastero benedettino di San Liberatore a Maiella che viene menzionato per la prima volta nell'884. Sembra che il nucleo originario del paese sia stato fondato dai longobardi, prendendo origine da una “fara” (raggruppamento di famiglie). Di fronte alla frazione Brecciarola si erge la rupe con i resti di Castel Menardo, che secondo la tradizione popolare fu costruito dai paladini di Carlo Magno per contrastare i longobardi. Tra le varie contrade c'era un Castrum Polegrae, presidio fortificato di cui resta la bella torre (sec. XII). Poco distante è ancora ben visibile il complesso rupestre di San Giovanni , formato da tombe scavate sotto un arcosolio, da cellette eremitiche  e da un piccolo oratorio, dove ci sono tracce di un culto delle acque. Interessante la struttura urbanistica del paese, frutto dell'abilità dei suoi artigiani nella lavorazione della pietra. Merita una visita la chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta.

SAN LIBERATORE A MAIELLA E SANT'ONOFRIO
Fuori dell'abitato sorge la chiesa di San Liberatore a Maiella, caposaldo dell'architettura benedettina. Innalzata nel 1007 dal monaco Teobaldo su una precedente costruzione, la fabbrica si presenta oggi con le forme della ricostruzione voluta da Desiderio, abate di Montecassino, nel 1080. Una leggenda vuole che il cenobio sia stato fondato da Carlo Magno, raffigurato nel frammento di un affresco. Affiancata dal campanile quadrato a tre piani, la facciata rispecchia la tripartizione interna con i bei portali romanici. Sul pavimento della navata centrale si possono ammirare i resti di un mosaico policromo del 1275 e l'ambone del XII secolo. Più a valle, incastonato nella roccia, si trova l'eremo rupestre di Sant'Onofrio. All'interno c'è un giaciglio, noto come “la culla di Sant'Onofrio”. Secondo la tradizione popolare, l'adagiarsi dentro di essa allevierebbe i dolori, così come  il bagnarsi alla vicina fontana dell'acqua santa favorirebbe la guarigione dalle malattie renali.

FESTE E SAGRE
12 e 13 giugno: festa di Sant'Onofrio e di Sant'Antonio
seconda settimana di luglio: festa dell'emigrante
terza domenica di settembre: festa di San Liberatore

PRODOTTI TIPICI
Formaggi e ricotta