Il paese si trova al centro della Val Vibrata, in una zona ricca di piccole imprese. Alcune scoperte archeologiche, fatte in località Crocetta, indicano che il territorio era abitato in età neolitica. Particolarmente signficativo è stato il ritrovamento di una capanna preistorica, detta "Paialonga". Sono incerte le orgini sul nome del paese. Questo, secondo la leggenda, deriverebbe dai Narentani, popolazione dalmata che sul territorio dell'attuale Nereto pose un proprio insediamento. Le interpretazioni, però, sono diverse. Lo storico teramano Nicola Palma fa derivare il nome dal greco "neros", che significa luogo basso e umido. Per altri deriva da "neritos", luogo boscoso, o dal nome del fiume Narenta o Naretwa. "Neretum" deriverebbe da un'antica radice verbale preromana, "ner", che starebbe a significare "acqua". Abitata probabilmente dai Siculi, la zona in epoca romana era nota come "Vico Galiano" e faceva parte del Truentum. A quanto pare, nell'antica Nereto passò Annibale, il generale cartaginese in guerra con Roma, che ne apprezzò il vino e qui curò i propri cavalli che si erano ammalati nelle paludi del Trasimeno. Dopo la caduta dell'Impero romano, il paese fu sottoposto ai saccheggi di barbari, Longobardi e Saraceni. Venne distrutto e ricostruito in un'area più a nord. Dai Normanni fu aggregato al Regno di Napoli e divenne così territorio di frontiera. Il nome venne trasformato da Casale Nereti in Castrum Nereti e diventò un fondamentale centro di difesa. Il paese parteggiò per il Guelfi nella lotta con i Ghibellini e nel XIV secolo passò sotto il controllo di Ascoli. Successivamente fu occupata dalle truppe francesi, che posero nella badia di Corropoli il loro quartier generale. Secondo la leggenda relativa proprio a questo periodo, alcuni briganti avevano rapinato soldati francesi, che per vendetta attaccarono il paese. Era notte fonda, ma una vecchietta che pregava in chiesa si accorse dell'assalto e iniziò a suonare le campane. A quel punto sarebbe accorso dal cielo una schiera di angeli che mise in fuga i francesi terrorizzati. Questa leggenda è raffigurata nelle incisioni sulla campana della chiesa parrocchiale. In epoche successive Nereto entrò a far parte del Regno delle Due Sicilie, sotto il controllo dei Borboni. Il 13 ottobre del 1860 Nereto fu liberata dall'esercito di Vittorio Emanuele II ed entrò a far parte del Regno d'Italia.
DA VEDERE
Al centro del paese si trova la chiesa parrocchiale di Maria Santissiima della Consolazione, la chiesa di Santa Maria del Suffragio e la chiesa di Maria Santissima Addolorata. Ai margini del centro abitato sono collocate la chiesa di San Martino, patrono del paese, e la chiesa intitolata a San Rocco. Sulla circonvallazione orientale è la Fontana vecchia, costruita nel 1881, con tre nicchie ornate da bocche di fontana a mascheroni, lavatoio e abbeveratoio.
FESTE E SAGRE
11 Novembre: Fiera di San Martino
24 Dicembre: Il Fuoco di Natale
Settembre: Sagra della capra
PRODOTTI TIPICI
Capra alla neretese
MERCATO
Martedì