Posto alle pendici del monte Amaro, il paese deriva il suo nome dal termine prelatino “lamatura”, che significa “terreno dove l'acqua ristagna”, a cui successivamente è stato aggiunto “dei Peligni” ritenendo che questo popolo si fosse spinto fino all'Aventino. Le origine di Lama sono antichissime. Il rinvenimento di pitture rupestri e i resti di un villaggio neolitico in contrada Fonterossi testimoniano che la zona fu abitata fin dalla preistoria. Sempre in località Fonterossi, agli inizi del XX secolo è venuta alla luce una sepoltura preistorica nota come “uomo della Majella”. Le prime notizie del borgo risalgono al XII secolo. Il paese, che costituiva un importante presidio a difesa dell'Aventino insieme a Palena, Taranta Peligna e Lettopalena, fu feudo dei Caldora, dei di Capua e dei d'Aquino. In passato Lama ebbe un grande sviluppo nel settore dell'industria laniera. Sopra il centro abitato si trova l'Area faunistica del camoscio d'Abruzzo, dove si riproducono gli esemplari che vanno a ripopolare la Maiella. All'inizio del paese si trova il Museo archeologico naturalistico, intitolato allo zoologo Maurizio Locati, con annesso il giardino botanico “Michele Tenore”.
LA GROTTA DEL CAVALLONE
Resa celebre da Gabriele D'Annunzio che nel 1904 vi ambientò il secondo atto della tragedia “La figlia di Iorio” (la scenografia fu dipinta da Francesco Paolo Michetti), la grotta si apre a quota 1.425 metri. Nel 1704 avvenne la prima esplorazione documentata da parte del medico Jacinto De Simeonibus, seguirono le esplorazioni del fisico Felice Stocchetti e di Antonio De Nino. Utilizzata come rifugio durante la prima guerra mondiale, oggi è possibile raggiungere l'ingresso della grotta grazie a una funivia. Il percorso interno si snoda per circa un chilometro, in un suggestivo scenario di stalattiti e stalagmiti. I punti salienti sono stati denominati con termini dannunziani, come la Sala di Aligi, l'Eremo di Cosma e L'angelo muto. Info: 0872/91221.
DA VEDERE
Importante traccia del periodo medievale è l'eremo di Sant'Angelo, dimora di santi ed eremiti, come il Beato Roberto da Salle, discepolo di Celestino V. In paese sono da ammirare la fontana in pietra della seconda metà del Cinquecento e la chiesa parrocchiale di San Nicola e San Clemente (XVI secolo) che conserva un prezioso pulpito in legno. Interessanti anche il palazzo ducale (XVI secolo) e, appena fuori dal paese, la chiesa di Santa Maria della Misericordia.
FESTE E SAGRE
17 gennaio: festa di Sant'Antonio
ultima domenica di aprile: sagra delle sagne e dei fagioli (loc. Fonterossi)
giugno: sagra della salsiccia e della bruschetta
dicembre: festa di Santa Barbara
PRODOTTI TIPICI
“Turcinielle” d'agnello
MERCATO
Martedì