Il borgo antico ha il fascino di un villaggio fantasma dove case, strade, scalinate e cunicoli sono stati scavati nella roccia gessosa. Arroccato su un masso detto “preta lucente”, il paese prende il nome dalle cave di gesso presenti nella zona e che rimasero attive fino all'immediato dopoguerra. Il rinvenimento di reperti archeologici attesta che il territorio era già abitato in epoca preromana. Mentre risale all'alto Medioevo la nascita del borgo intorno all'antico castello, andato distrutto, disposto strategicamente a dominio della valle dell'Aventino. Fu tra i possedimenti dei Caldora, in seguito passò sotto il controllo dei di Capua e dal XVIII secolo vi ebbe la signoria la famiglia Caracciolo. Il vecchio borgo, che anticamente costituiva un luogo strategico per gli scambi commerciali della zona, fu danneggiato dal terremoto del 1933, poi raso al suolo nell'ultima guerra mondiale. Il nuovo abitato si è sviluppato poco distante, lungo la strada Peligna.
DA VEDERE
I palazzi Talone e Persiani del XVII secolo; l'antico portale ogivale (XIV secolo) della distrutta chiesa dell'Annunziata, murato sul lato sinistro della chiesa di Santa Maria Maggiore; la chiesa dei Raccomandati con all'interno il trittico della Madonna della Misericordia del XVI secolo. Da visitare anche il Museo del gesso nel borgo medievale.
FESTE E SAGRE
17 gennaio: festa di Sant'Antonio
venerdì santo: sacra rappresentazione in costume della Passione
9 agosto: festa del grano con rievocazione storica della trebbiatura
PRODOTTI TIPICI
Formaggio
MERCATO
Martedì