Venerdì 19 Agosto 2011 19:10

Sappiamo che il mare prende il colore del cielo, mischiandolo a quello del fondale . Il Mare del Nord a largo della Scozia si è invece tinto di nero pece a causa di una falla in una piattaforma della Shell.
La macchia si è estesa per quaranta chilometri quadrati e le organizzazioni ambientali sono preoccupate per le sorti di flora e fauna.
Il petrolio rimane una delle risorse energetiche più importanti del terzo millennio e ogni minimo errore di valutazione, ogni imprevisto per una Compagnia è da ridurre al minimo. Da anni ormai assistiamo alla corsa per il monopolio dei pozzi più prolifici anche con metodi poco ortodossi e ben mascherati e da anni osserviamo i grandi disastri che può causare l'oro nero.
L'eterna lotta tra ambientalisti e imprenditori si è nuovamente accesa in questi giorni, rimane il fatto che l'uomo non possa ancora fare a meno di questa risorsa energetica. La discussione che ruota intorno all'oro nero è complessa e abbraccia troppi settori, da quello economico a quello ambientale a quello culturale, politico.
Dalle profondità del sottosuolo, il petrolio è arrivato in superficie imponendosi nelle vite di tutti i giorni con i suoi pregi e i suoi difetti, tuttavia l'orizzonte dell'energia si sta allargando e lo sviluppo continua e questa volta la risposta non arriva dalle viscere della terra ma dal blu sopra di noi: la frontiera dell'elio e dell'idrogeno.
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