Martedì 15 Febbraio 2011 17:25

Le donne nelle piazze di tutto lo “stivale” sono scese in migliaia per rivendicare il proprio ruolo nella società, per chiedere più rispetto e valorizzare la propria dignità. La dignità di essere madre, compagna, moglie, amica, guida, essere umano, persona a trecentosessanta gradi.
Da un po' di tempo a questa parte l'immagine della donna più diffusa è quella della bambola gonfiabile tutta curve all'esterno, piena d'aria all'interno. Le donne sono ben altro, sono quelle creature che nascondono un mondo di emozioni sotto l'epidermide, sono capaci di crollare e soffrire come pochi ma da qualche parte possiedono un serbatoio di forza incredibile che le fa tornare alla vita. Sono una bilancia di fragilità e forza di volontà.
Sanno nascondere le lacrime sotto il rimmell e portare a termine brillantemente le loro battaglie, i loro doveri, tornare a casa e lasciarsi andare nella loro intimità più vera. Possiedono l'intelligenza e la creatività necessarie a realizzare le loro ambizioni.
Dalle donne puoi ricevere la carezza più dolce o uno schiaffo che brucerà a lungo. Hanno abbastanza forza per sorreggere loro stesse e gli altri ma hanno anche bisogno che qualcuno le conforti e le faccia riposare un po'. La donna è anche passione, seduzione, non volgarità ma sensualità, il prodotto di carne e cuore. Va guardata alla pari e messa in condizione di non doversi vergognare della propria femminilità.
E' ora di tornare a considerare con rispetto le donne, quelle che sono l'angolo complementare della vita, magari piccolo per dimensioni ma necessario per raggiungere la totalità e per sentirsi , appunto, completi.
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