CASA , DOLCE (TROPPO) CASA
Mercoledì 21 Settembre 2011 14:07

Due genitori discutono con il figlio adolescente, ad un tratto il giovane afferma : “Giuro che a diciotto anni vado via di casa !”. Dopo trent'anni il ragazzone è ancora seduto a tavola davanti ad un bel piatto di pasta fatta in casa con mamma e papà
che lo implorano di mantenere la promessa fatta in gioventù e andar via. Questo è quello che è recentemente accaduto a Mestre, dove una coppia ha chiesto assistenza legale per mandare a vivere da solo il figlio ormai quarantunenne.
L'ormai uomo ha un lavoro stabile a Venezia ma nonostante tutto non vuole lasciare il buon pranzo pronto, i vestiti puliti e stirati. Negli anni in cui i ragazzini di tredici anni possiedono gli i-phone, si comportano come adulti e bruciano le tappe della loro età, c'è chi, quando arriva il momento di vedersela da solo, non riesce a varcare la soglia di casa.
Sarà che le ultime generazioni hanno goduto di una rilassatezza dovuta al nuovo clima culturale e sociale degli scorsi decenni, sarà che i surgelati non sono come i tortellini caserecci, fatto sta che l'indipendenza passa in secondo piano.
Ci sono molti giovani che vorrebbero andare a studiare lontano dalla città natale e non possono farlo per svariate ragioni che parlerebbero volentieri con il “ragazzone” di Mestre.
I fortunati che hanno avuto la possibilità di andar via e l'hanno colta al volo vorrebbero che quel periodo della loro esistenza rimanesse così il più a lungo possibile. Se è vero che cavarsela da soli non è mai stato facile è anche vero che quando capisci come si fa sai di poter andare davvero lontano e quando tornerai a casa dalle persone che ti aspettano, quel piatto di pasta fatto a mano sarà la cosa più buona che avrai mangiato nella tua vita.
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