Cna: aziende artigiane in picchiata
Economia - Artigianato
Giovedì 25 Febbraio 2010 20:13
Graziano Di CostanzoL'artigianato abruzzese non andava così male da dieci anni. E' il risultato di una indagine del Centro studi della Cna abruzzese, confederazione nazionale artigianato, che ha analizzato ed elaborato i dati diffusi da Movimprese. Dati così negativi non si registravano da dieci anni , hanno direttore e presidente della Cna Abruzzo, Graziano Di Costanzo e Italo Lupo. Tra gennaio e dicembre 2009 sono state perse complessivamente 134 unità, con un decremento dello 0,37%, contro una crescita globale delle imprese che ha determinato un saldo attivo di 838 unità (+0,56%).

Delle quattro province, Teramo è la più colpita dal dato negativo (-181 imprese), seguita da Pescara (-64) e Chieti (-5); mentre L'Aquila è quella che ha fatto registrare, soprattutto per l'effetto-sisma, un maggior incremento di nuove attività (+116), in particolare nel settore delle costruzioni.

A livello regionale, il grosso della caduta è concentrato nelle attività manifatturiere (-94), oltre che in quello delle riparazioni degli autoveicoli, dei beni personali e della casa (-96) e dei trasporti (-56); flessioni non compensate dagli incrementi registrati nelle costruzioni (+49), nella produzione alimentare (+44) e nei servizi (+32).

Le previsioni sui dati del primo trimestre 2010 non sono incoraggianti, secondo i vertici di Cna. Per Lupo, "adesso è compito della politica e degli attori istituzionali immaginare un percorso che aiuti le imprese a riprendersi". Secondo Di Costanzo, "se è vero che la Regione per il 2010 ha deciso di investire 9 milioni per abbattere gi interessi delle imprese, è vero anche che si pone un problema serio di rapidità nell'utilizzo delle poche risorse disponibili". Per il direttore Cna, "la Regione deve mettere velocemente in linea tutte le risorse del Master plan e dei fondi Fas e Por Fesr".

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