26 mag, 2012
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GLI ARANCIONI

Nuvole logo del blog di Saverio Occhiuto Tutti spiazzati dal popolo degli arancioni, il colore dei monaci tibetani. Il verdetto delle elezioni amministrative è un messaggio chiaro: hanno perso tutti, non solo B. e il suo declinante impero di nani, ballerine e allegre canaglie.
Se non si capisce questo, si corre il rischio di ricadere nell’errore di sempre: sostituire il vecchio con il vecchio. O il finto nuovo.

Non capisco, ad esempio, di cosa abbia da compiacersi  il segretario del Pd Bersani, visto che tanto a Napoli che a Milano a stravincere sui rispettivi avversari targati Arcore sono stati due candidati che il suo partito aveva fortemente osteggiato: De Magistris e Pisapia.

Per non parlare dei clamorosi errori di strategia commessi sia dal Pdl che dalla Lega nel corso di una campagna elettorale che la flottiglia di B. ha spostato solo l’ultimo giorno utile nei mercati, dopo averla gettata in rissa sulle scale del palazzo di giustizia di Milano.

In realtà questa tornata elettorale è stata la vittoria della gente qualunque, giovani e donne soprattutto, che non ricordano più né cosa sia il comunismo (la falsa ossessione del sultano), né la destra storica di Almirante, né il “partito della croce”, come i nostri nonni chiamavano la Democrazia cristiana, con un evidente richiamo all’unità  dei cattolici.

Gli arancioni sono semplicemente le persone che valutano un candidato per quello che dice e per la faccia che ha, che non si fanno abbindolare dalla propaganda, a volte stucchevole e volgare, che usano cuore e cervello prima di infilare una scheda nell’urna.

Siamo noi, finalmente liberi da quel vecchiume ideologico che qualcuno si ostina ancora a cavalcare, dopo aver fermato la lancetta del tempo alla campagna elettorale del 48.

Il mondo cambia, nelle segreterie dei partiti si allargano le macchie di muffa. Una tinteggiata alle pareti non sarebbe male: il colore lo hanno già scelto gli elettori…

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