Sabato 07 Maggio 2011 01:55

Mistero al mistero, prima sulla vita, poi sulla morte di Osama Bin Laden. Dopo giorni di attesa è arrivata la decisione Usa: non saranno mostrate le foto del capo di Al Quaeda.
Barack Obama ha ritenuto che diffondere le immagini della morte di Bin Laden avrebbe potuto innescare una reazione ancora più cruenta da parte dell’estremismo islamico.
Con la stessa motivazione, i marines Usa hanno deciso di sbarazzarsi del corpo del signore del terrore affidandone le spoglie all’oceano.
Le ragioni del presidente degli Stati Uniti sono in larga parte condivisibili, ma scatenano l’immaginazione. Quello che era già un mistero da vivo, lo è ora ancora di più da morto. Perché di lui non avremo più neanche le rare apparizioni in video: Osama è da oggi un fantasma affidato alle tenebre degli abissi.
Dubito che le foto del viso sfigurato di Bin Laden non salteranno fuori prima o poi. Anche perché valgono già qualche milione di dollari. E poi gli Stati Uniti hanno questo di bello: che i loro misteri durano quanto un amore di mezza estate, perché lì l’informazione è forte, il vero cane da guardia della democrazia.
Se un giornalista d’inchiesta, o un bravo reporter, scrive ad esempio che “non siamo mai andati sulla luna”, non finisce accidentalmente con la sua auto sotto un tir, ma quel libro diventa un best seller, come è già successo.
Questione di tempo e sulla vita e morte di Bin Laden sapremo tutto. Perché anche la Cia ha negli States una divinità superiore a cui rispondere, e si chiama opinione pubblica.
Un concetto astratto per alcuni paesi occidentali, compreso il nostro, dove un segreto di Stato può durare tutta la vita. O i giornalisti scomodi, come è avvenuto nella Russia dell’amico Putin, possono incappare in strani incontri: chessò, una o due pallottole in fronte mentre sei nell’androne di casa in attesa dell’ascensore.
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Continua così. Francesco.
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