26 mag, 2012
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IL TRASFORMISTA

Nuvole logo del blog di Saverio Occhiuto Rai Tre ha inserito nel ciclo del cinema di qualità il film “Il trasformista”, che l’attore e regista Luca Barbareschi realizzò nel 2002 mettendo a nudo una politica fatta di disonesti patteggiamenti e squallidi traccheggi.
Che c’entra con l’attualità? Fate un po’ voi. Anche perché il bravo Barbareschi, nel frattempo eletto deputato nelle liste del Pdl, ha pensato di interpretare nella realtà la sua fiction indossando alla lettera i panni del protagonista.

La vicenda è nota, il tradimento del partito di Gianfranco Fini per approdare alla corte di Arcore.

Ma il fotogramma più gustoso della magistrale interpretazione di Barbareschi lo ha offerto la deputata di Fli Angela Napoli, svelando al Corriere della Sera come è andata durante la votazione a Montecitorio sulla proposta di restituire gli atti del Rubygate alla procura di Milano.

Secondo la testimonianza della parlamentare calabrese, Barbareschi avrebbe premuto il tasto rosso al momento della votazione, cioè contrario al deliberato della Giunta, disattendendo l’ordine concordato da tutto il Fli.

Poi avrebbe messo il telefonino sulla lucetta rossa e avrebbe scattato una foto.
“Che cinema…”,  commenta Angela Napoli.

Così, proprio mentre il presidente Fini stava pronunciando la frase “votazione chiusa”, Barbareschi avrebbe premuto il tasto bianco.

A quel punto la deputata affronta il collega: “Ti ho visto, sei stato tu”. Ma lui si difende mostrando candidamente la foto sul cellulare con il tasto rosso, beccandosi le invettive della Napoli: “Sei uno sciocco, a chi credevi di farla?”.

Ecco, lo spettacolo della politica di casa nostra oggi è questo. E lo dico senza retorica, piuttosto con grande senso di rassegnazione.

Ed è un errore credere, come sostiene qualcuno, che gli italiani non si indignano più perché sotto sotto sono come Lui. La verità è che non c’è più nulla in grado di stupirci, di emozionarci, perché a questo punto abbiamo già visto tutto. E una foto in più o in meno rubata da un cellulare non potrà aggiungere nulla.

Bisogna solo attendere l’arrivo di un grande regista che ci proponga qualcosa di nuovo, un film da Oscar che si getti alle spalle questa patetica commediuccia all’italiana. Coraggio, in passato è già successo.
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