26 mag, 2012
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IL VIDEORE

Nuvole logo del blog di Saverio OcchiutoPare che dalle 21 in poi l’avvocato Ghedini abbia i sudori freddi. La notizia che il capo ha fatto irruzione audio in una trasmissione ostile in onda in prima serata è ormai attesa con rassegnazione nello staff di B. Lunedì Gad Lerner, martedì Ballarò, giovedì Santoro. Poi Matrix, Minoli, Marzullo…, un inferno.

Al Cavaliere non bastano più neanche le appassionate arringhe di Iva Zanicchi, della Santanché e del povero Rotondi, il ministro (pensate un po’) per l’Attuazione del programma di governo.

Quando ritiene che nei talk show della politica qualcuno abbia “sbroccato”, Berlusconi si attacca alla cornetta del telefono e inizia ad aggredire il conduttore: si vergogni!!

Ma come, non dovrebbe essere nel salotto di casa a trascorrere una di quelle seratine tranquille descritte così bene dai pm di Milano nei verbali del Rubygate?

E la finta dottoressa in camice bianco che prima di misurare la pressione al Cavaliere fa spuntare una coscia con le calze a rete da sotto il tavolo?

Balle, appunto. In realtà, mentre Bondi, Apicella ed Emilio Fede sono di là a gozzovigliare, il nostro premier guarda la tv per capire cosa pensa di lui il paese.

E siccome anche i sondaggi di Pagnoncelli dicono che B. è ancora il più amato degli italiani, si sente autorizzato ad irrompere in quei salotti della tv trasformati indegnamente in aule dei tribunali. Dove lui, comunque, non si reca mai per giurare di dire la verità, tutta la verità.

Quella ce la racconterà più tardi Bruno Vespa in seconda serata, con tanto di plastico della scena del delitto.

Del resto si sa, un sovrano non si processa. Figuriamoci se un re del video come B. si fa mettere alla gogna dalle vignette di Vauro o dalle gag di Crozza.

Certo che le serate a palazzo Grazioli sono sempre più dure per il nostro premier, altro che Bunga-Bunga: una mano sul telecomando e un braccio alla dottoressa che ti misura la pressione mentre Apicella e Bondi se la cantano e se la suonano tra le risate divertite di Lele Mora. Poi quell’urlo liberatorio che echeggia improvvisamente nelle case degli italiani: si vergogni!! E non sai mai quanta autoreferenzialità nasconda la battuta…

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