Lunedì 20 Dicembre 2010 18:55

L’onorevole Gasparri invita i genitori a chiudere sotto chiave i figli durante le manifestazioni di protesta contro il governo e una collega giornalista, madre di due ragazzi adolescenti, lancia l’idea: andiamo noi in piazza al posto loro.
La provocazione è curiosa quanto originale, ma ha una sua forza. I genitori di oggi sono in fondo quelli che negli anni ’70 manifestavano assieme all’autonomia operaia, beccandosi manganellate e lacrimogeni dalla polizia.
Eravamo noi quelli che avrebbero dovuto cambiare il mondo per consegnare ai nostri figli una società più giusta e una nuova classe dirigente all’altezza dei nostri sogni.
Ma la realtà è sotto gli occhi di tutti: abbiamo beccato un sacco di botte dalla Celere per lasciare alle generazioni future un mondo peggiore di quello che abbiamo ereditato dai nostri padri e dai nostri nonni, con una classe politica che ha il volto di Berlusconi, la moralità di Scilipoti e la grinta di Bersani.
Diciamola tutta, abbiamo fallito. E ora il modo migliore per riparare è proprio quello di ripartire da lì, da quella piazza che avrebbe dovuto tradurre la protesta studentesca degli anni ‘70 in qualcosa rimasta appiccicata solo sugli striscioni di allora.
Ricordo uno slogan di quel periodo: la fantasia al potere. Beh, con un po’ di fantasia potremmo rispolverare il vecchio Montgomery chiuso in soffitta e rimetterci alla testa del prossimo corteo studentesco dicendo semplicemente ai nostri ragazzi: andate al cinema, oggi tocca a noi.
Non ce la sentiamo più di sederci al ristorante davanti ad una tavola imbandita per liquidare poi il cameriere con la solita battuta: per il conto passa mio figlio…
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