26 mag, 2012
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COMETE

Mi rendo conto che si tratta di un sentimento un po’ retorico. Ma più la modernità ha il sopravvento, più mi lego al presepe. Sono quelle cose semplici rappresentate dalla Natività che mi affascinano e mi allontanano anni luce da facebook, le miserie della politica di casa nostra, l’oscillazione perenne dei titoli di borsa. I soldi facili.
E ognuna di quelle cose mi riporta ogni anno, con l’avvicinarsi del Natale, ai ricordi dell’infanzia: il muschio raccolto in campagna che sa ancora di fresco, le statuette dei pastori con un braccio o la testa mozzate dopo rovinose cadute, la grotta fatta con le buste del pane raccolte dal droghiere, le montagne create con una spolverata di cacao, il laghetto nato da uno specchio rotto.

Resto sempre incantato davanti alle lucine rosse che si accendono ad intermittenza nelle botteghe degli artigiani, alla cometa luminosa che traccia il cammino misterioso dei Re Magi, a quella povera famiglia costretta a dare alla luce il loro bambino in un’umile grotta.

Stai invecchiando, direbbe qualcuno. Che poi, a causa dell’inevitabile processo di regressione che accompagna l’avanzare dell’età, vuol dire più semplicemente tornare bambini.

O, forse, cercare di isolarsi, almeno una volta l’anno, da un mondo in cui non ti riconosci più.

Può darsi che sia io a sbagliarmi. In fondo chi erano Giuseppe e Maria? Due sognatori che oggi vedremmo aggirarsi negli uffici delle case popolari alla vana ricerca di un posto in graduatoria.

E poi quel bambino, così piccolo e già così ambizioso, che si era messo in testa di portare in spalla da solo il peso del mondo.

Lo ammetto, oggi una famiglia così non troverebbe albergo neanche alla mensa della Caritas.

Ed è forse per questo che amo restare incantato, almeno una volta l’anno, davanti al presepe. Come quelle rare eclissi di luna in cui ognuno può finalmente ammirare, anche se solo per pochi istanti, qualcosa di raro, di unico, che è già accaduto e accadrà ancora. Anche se si dovesse aspettare altri duemila anni prima di rivedere la luce bianca della cometa stagliarsi nel buio della notte.
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