Mercoledì 24 Novembre 2010 14:54

Luca Cordero di Montezemolo ha svelato, nello studio di “Che tempo che fa”, che quest’anno la Ferrari raggiungerà il miglior risultato di sempre per quel che riguarda il fatturato dell’industria modenese. Negli stessi giorni le agenzie davano conto della forte battuta d’arresto della Fiat nel settore auto: –38% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
Così, in un periodo di grave crisi economica come quello che stiamo attraversando anche in Italia, con gli operai in cassa integrazione e le famiglie costrette a stringere la cinghia ogni mese, si comprano sempre meno Panda e si vendono sempre più bolidi del Cavallino rosso.
Si dirà che la casa di Maranello ha un florido mercato negli Stati Uniti. Ma la crisi c’è anche lì. Anzi, è venuta da lì. Dunque, l’osservazione non giustifica uno squilibrio così evidente tra distribuzione della ricchezza e della povertà.
Agli inizi degli anni Sessanta la vecchia “500” era il simbolo del boom economico, come il frigo e la tv. E l’Italia volava perché gli operai potevano permettersi il “lusso” di consumare.
Infatti i maggiori acquirenti dell’utilitaria, come degli scooter sui quali si viaggiava anche in quattro, erano i proletari: dal produttore al consumatore. I veri azionisti del sistema Italia.
Ora siamo diventati un paese per ricchi. Basta dare un’occhiata alle quotazioni in borsa dei generi di lusso, gli unici con il segno più.
Poveri ma belli? Anche l’epoca del Neorealismo è andata, meglio farsene una ragione e mettere da parte certi slogan consolatori.
Oggi il modello vincente è quello del “fatti furbo”. Lo vedi sfrecciare sul raccordo anulare al volante della sua Testa rossa e ti sembra già di leggergli nel pensiero mentre ti ritorna in mente la celebre battuta di Alberto Sordi ne Il marchese del grillo: “Perché io so io, e voi non siete un c…”
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