Domenica 14 Novembre 2010 19:24

Era felice il piccolo Aaron Shannon jr dentro il suo vestito da Spiderman regalato dal nonno. A 5 anni basta poco per farti toccare il cielo con un dito. Nel suo quartiere di Los Angeles si sta festeggiando la festa di Hallowen, con i cestini di dolciumi lasciati sull’uscio delle abitazioni e le zucche arancioni sui davanzali delle finestre.
La 84esima Est di Los Angeles non è certo un’isola felice, infestata da bande di baby-criminali che non escono mai di casa senza indossare la maschera della spavalderia e una pistola nella cintola dei pantaloni.
Aaron è con le braccia alzate e corre felice nei panni dell’Uomo Ragno, invincibile e potente. Ma una gang di adolescenti si trova proprio da quelle parti per dare una lezione ad una banda rivale.
Partono alcuni colpi di pistola e un proiettile centra al capo il piccolo Aaron che cade a terra agonizzante tra le braccia del nonno e degli altri familiari. Per lui non c’è più niente da fare.
La notizia che arriva dalla Grande mela finisce tra i titoli di fondo pagina dei giornali italiani. Abbiamo altro a cui pensare, come l’ultima festa di Ruby.
Del piccolo Aaron non parlerà più nessuno, anche se al suo funerale, nella città degli angeli, c’erano più di 400 persone a piangere la mascotte della 84esima strada.
Del resto dagli Usa abbiamo sempre importato le cose migliori, ma chiudiamo sempre gli occhi di fronte alle grandi contraddizioni del paese con le stellette.
Modello di democrazia occidentale da imitare, dove puoi comprare un’arma come una Pepsi e morire a 5 anni proprio mentre stai assaporando il sogno dell’immortalità.
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