Lunedì 25 Ottobre 2010 21:39

Mi pongo la domanda da un bel po’, ma non trovo risposta. Chi è il moderato? Quella persona che nel gergo politico viene collocata al centro: né di qua né di là, sempre distante dalle posizioni più estreme e radicali.
Mi sono chiesto soprattutto se io sono un moderato, che nella personalissima concezione del termine è colui che sa contare fino a 10 prima di dare di matto se un tir gli taglia improvvisamente la strada, sa ascoltare prima di aggredire, ha una vita “sana”, scandita da ritmi regolari e alza la voce solo quando qualcuno non lo sente bene al citofono.
Non ci siamo proprio, sembra il profilo di un francescano. E io mi ci ritrovo solo in parte. E’ vero, mi arrabbio davvero solo una volta l’anno. Ma quando succede ha l’effetto di un ciclone. Guardatevi dall’ira dei buoni…, chi era che lo diceva?
Quindi sarei un moderato a metà. Non alzo mai il gomito, ma la voce sì. Qualche volta è successo.
In qualche modo sarei però anche un “pericoloso estremista”, visto che la mia passione civile mi porta spesso ad abbracciare posizioni politiche radicali, se ritengo la causa giusta.
Lo ammetto: andrei più volentieri a cena con Vendola, Grillo e Di Pietro che con Bersani. La sua s strisciata da romagnolo avrebbe per me l’effetto del Valium in una discussione prolungata.
Eppure non mi mischio mai nei cortei dove si tirano sassi contro la polizia, quasi tutti ragazzi del sud finiti dentro una divisa per guadagnarsi un pezzo di pane.
Credo che tutto si possa riassumere nelle due scuole che hanno imprigionato la nostra esistenza: la famiglia e la strada. La prima ti dà un cuore, la seconda lo fa battere forte e lo conduce lontano. Poi dipende dal bivio che incontri e da chi tiri su in auto mentre fa l’auto stop per farne il tuo compagno di viaggio.
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Comportati da persona civile e usa il linguaggio che useresti davanti a tua madre.