Venerdì 17 Settembre 2010 09:06

Un recente sondaggio ci dice che Roma è la capitale degli scippi e dei borseggi in Italia, la seconda in Europa dopo Barcellona. Verrebbe subito da chiedere se il test è stato effettuato nei pressi di palazzo Chigi e dintorn
i, il che falserebbe di molto questo dato così poco lusinghiero per la città eterna.
Battute a parte, quella che i colonnelli della Padania chiamavano fino all’altro ieri Roma ladrona, non sta facendo proprio nulla per riscattare la sua cattiva fama.
Quando mi trovo nella Capitale succede anche a me di tenere una mano ben stretta sulla chiappa dove custodisco il portafogli, per paura che qualche mano lesta possa giocarmi un brutto tiro.
Questo accorgimento crea tuttavia dei problemi sulla metro. Perché in quel caso le mani sono entrambe necessarie per aggrapparti a qualcosa di solido, se non vuoi essere travolto ad ogni fermata da orde barbariche di turisti e pendolari.
Così da qualche tempo preferisco farmi “rapinare” dal taxi: 545 in due minuti. E dieci euro per fare due chilometri. Che con il traffico di Roma è come andare da Napoli a Pompei.
Ma la cosa che temo di più quando mi aggiro per le strade del centro della Capitale sono le auto blu. Le vedi ormai ovunque, sfrecciano a sirene spiegate e con i lampeggianti accesi lungo le corsie riservate ai mezzi pubblici e già mi sembra di sentire il disprezzo del passeggero seduto dietro con le tendine semichiuse: perché io so io e voi non siete un c….
A quel punto non ce la fai più, inizi a gesticolare con entrambe le mani per lasciarti andare nella solita reprimenda contro la corruzione e i privilegi del potere, la politica del trasformismo, il mercato dei parlamentari…, e mentre sei con le mani al cielo ecco sparito il portafogli.
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