Venerdì 20 Agosto 2010 20:59

Dunque non sognavo quando ho letto la notizia. Irene Pivetti sarà il nuovo assessore della giunta comunale di Reggio Calabria. Ricordate l’ex presidente della Camera? Nel 1994, primo governo Berlusconi, la giovane esponente della Lega Nord si ritrovò a ricoprire la terza carica dello Stato all’età di soli 31 anni.
Vestiva con tailleur disarmanti per la loro castità, foulard verdi al collo e capelli cotonati come la regina Elisabetta. Un tipo decisamente retrò.
Poi sappiamo come è andata a finire questa sorta di favola di Cenerentola: smessi i panni della politica ingessata e riguadagnata una certa emancipazione femminile, anche nel look, la dolce Irene si è tuffata nel mondo della tv, con alterne fortune.
Ora questa notizia bomba: assessore comunale in fondo allo stivale. In fondo in fondo che c’è di male, direte voi?
Nulla, apparentemente. Conoscendo bene la mia città di origine, non mi stupirei affatto se la Pivetti fosse rimasta ammaliata dal lungomare più bello d’Italia, come lo definì Gabriele D’Annunzio, dal sole, dal mare, dal mito della Fata Morgana e di Scilla e Cariddi, dalle fattezze dei Bronzi di Riace, custoditi nel Museo della Magna Grecia. E che dire delle pasticcerie…
Il fatto è che l’ex presidente della Camera ha spiegato che nell’insolito ruolo di assessore reggina si occuperà di politiche del territorio, ma non le è stato ancora detto che quel territorio è già da un pezzo “sotto controllo”. E che sino ad oggi nessuno è mai riuscito a rubare certe deleghe alla ‘ndrangheta negli enti elettivi.
E poi come la mettiamo con il trota? Il rampollo di Umberto Bossi non fa che vantarsi del suo piccolo record personale: mai sceso da Roma in giù. E ora si ritrova una gloriosa bandiera del partito padano niente meno che assessore al Comune di Reggio Calabria? Roba da fantapolitica. Ma sarebbe meglio parlare di fantascienza.
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