| Strada Mare Monti, chiuse indagini |
| Cronache - Cronache da Pescara |
| Giovedì 29 Luglio 2010 12:23 |
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Chiuse con 14 indagati le indagini relative all'inchiesta sulla strada Mare-Monti, mai realizzata nel Pescarese, che il 19 aprile scorso portò all'arresto di Carlo Strassil, progettista su incarico del commissario straordinario Valeria Olivieri.
L'avviso di conclusione delle indagini è stato firmato dal Pm della Procura di Pescara Gennaro Varone. Gli indagati sono in totale 14 rispetto ai 12 iniziali, accusati a vario titolo di corruzione, truffa aggravata, falso ideologico, concussione, violazione delle leggi ambientali. Fra loro, oltre a Strassil, il commissario Olivieri, l'ex sindaco di Pescara Luciano D'Alfonso - all'epoca dei fatti presidente della Provincia di Pescara -, gli imprenditori Carlo, Alfonso e Paolo Toto, il responsabile unico del procedimento (Rup) Fabio De Santis - indagato anche nell'inchiesta fiorentina sugli appalti del G8. Gli altri indagati sono: il dirigente dell'Anas Michele Minenna, il direttore dei lavori Paolo Lalli, il funzionario Anas Roberto Lucetti, l'ingegnere Raniero Fabrizi, Angelo Di Ninni, incaricato dalla Provincia di Pescara di valutare l'incidenza ambientale della variante, Paolo Cuccioletta della società Archingroup srl, Cesare Ramadori del consiglio di amministrazione della Toto. Secondo l'accusa, gli indagati a vario titolo avrebbero portato avanti un disegno il cui obiettivo era favorire l'impresa Toto, assicurandole ingiusti profitti con fondi pubblici. Le indagini sono state condotte dagli agenti del Corpo Forestale dello Stato di Pescara, coordinati dal comandante Guido Conti. |


