26 mag, 2012
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Nuvole - di Saverio Occhiuto RAGAZZI DI GARDALAND

RAGAZZI DI GARDALAND

Si annoiavano. Ai carabinieri di Verona hanno giustificato così il furto di zainetti ai danni dei loro coetanei. Uno di loro è stato molto esplicito: “Cercavo uno schizzo di adrenalina”. Siamo a Gardaland, il parco del divertimento che nel week-end viene preso d’assalto da migliaia di giovani provenienti da ogni parte d’Italia. Quelli che possono permetterselo, naturalmente.

Come i protagonisti di questa storia: otto minorenni, tra i 16 e i 17 anni, la maggior parte dei quali provenienti dalla Milano-bene, figli di noti imprenditori e professionisti del capoluogo lombardo.

Le attrazioni del parco sono tante, ma niente riesce ad “emozionare” il gruppo di adolescenti. Loro sono davvero in cerca di qualcosa di forte visto che le giornate trascorse col papà sul prato da golf o a veleggiare su una barchetta da 22 metri non hanno soddisfatto la voglia di esplorare il mondo.

Provano con il Blu tornado e lo Space vertigo, due tra le attrazioni più emozionanti di Gardaland. Niente, i ragazzi-La Coste hanno ancora il muso lungo. Così pensano di regalarsi quello “schizzo di adrenalina” che può farti svoltare la giornata: il furto a raffica di zainetti che i loro coetanei avevano lasciato incustoditi nel parco.

Quando i carabinieri li acciuffano per un orecchio sono i primi a spiegare che la parola furto è troppo grossa per giustificare l’accaduto. Uno dei ragazzi fermati è fin troppo esplicito: “Mio padre mi ha dato 400 euro per venire a Gardaland. Non ho bisogno dei soldi degli altri. Gli zainetti non li abbiamo neanche aperti, li avremmo abbandonati fuori dal parco”.

Un genitore ha convenuto: “E’ stata una ragazzata e come tale andava presa”. Poi, una volta a casa, si può immaginare il seguito. Due sonori scapaccioni? Macchè, ecco altri 400 euro così ci beviamo su: il volto severo di un carabiniere è sempre un brutto trauma da superare.

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