Aiuti ai terremotati, arrestati presidente Onlus e quattro volontari del Pescarese
Cronache - Cronache da Chieti
Mercoledì 23 Giugno 2010 12:17
Avrebbero distratto a fini personali beni di prima necessità - calzature, piccoli elettrodomestici, pannolini, spazzolini da denti, dentifrici - raccolti da un'associazione onlus di protezione civile della Provincia di Pescara e destinati alle popolazioni terremotate dell'Aquila e Haiti.

Queste le ipotesi della magistratura chietina che ha emesso quattro ordinanze di custodia cautelare per concorso in peculato continuato nei confronti del presidente di un'associazione di volontariato onlus e di altri tre volontari della stessa associazione

Con l'accusa di peculato in concorso continuato sono stati arrestati il presidente della Onlus di protezione civile Modavi di Pescara, Franco Giovagnoli, 53 anni, e tre soci volontari della stessa associazione: Daniele Marinelli, 42 anni, Dario e Mirko Francano, padre e figlio, rispettivamente 62 e 31 anni, tutti della provincia di Pescara.

Due le persone della provincia di Chieti denunciate per ricettazione. Si tratta di L.N., 67 anni, titolare di un esercizio commerciale, e T.A., 53.

I particolari dell'operazione sono stati resi noti questa mattina nel corso di una conferenza stampa dal comandante del Comando Provinciale dei Carabinieri di Chieti, colonnello Cavallari, e dal comandante della Compagnia, capitano Aldo Manzo.

Gli arresti sono stati eseguiti questa mattina su ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip di Chieti Marina Valente su richiesta del pubblico ministero Rosangela Di Stefano. Contestualmente sono state eseguite dieci perquisizioni domiciliari e personali e si è provveduto al sequestro di un magazzino nella disponibilità della onlus dove era contenute le merci per un valore di circa 100mila euro.

L'attività investigativa era partita nello scorso mese di febbraio quando i carabinieri della stazione di Casalincontrada avevano saputo che in un esercizio commerciale di Roccamontepiano erano state poste in vendita calzature che dovevano essere destinate ai terremotati dell'Aquila.

Le successive indagini avrebbero evidenziato che in un negozi di generi alimentari sarebbero state messe in vendita scarpe e ciabatte destinate ai terremotati. Si scopre poi l'esistenza di un capannone a Roccamontepiano dove erano accantonate le scarpe provenienti dagli aiuti umanitari.

Secondo gli investigatori, Giovagnoli, presidente della Modavi di Pescara, avrebbe distratto con l'aiuto degli altri arrestati per fini privati scarpe, piccoli elettrodomestici, pannolini, dentifrici, tutta merce destinata ai terremotati.

Il materiale donato da privati o ditte che veniva accantonato in un magazzino della onlus sarebbe stato successivamente stato spostato in un'altra area. In quel frangente sarebbe avvenuta la distrazione di merci. Per fare un esempio, su 15.000 paia di scarpe fornite alla Onlus, circa la metà non sarebbe stata distribuita.

Addthis