| Furti d'auto in Abruzzo e Campania, 8 arresti |
| Cronache - Cronache da Pescara |
| Mercoledì 23 Giugno 2010 12:05 |
|
Otto persone sono state arrestate dai carabinieri di Pescara, nell'ambito dell'operazione "Pezzotto", su richiesta della Procura della Repubblica di Napoli. Le accuse sono di associazione a delinquere finalizzata al furto, al riciclaggio di auto e all'estorsione.
Gli arresti sono stati eseguiti a Napoli, Ercolano (Napoli), Pomigliano d'Arco (Napoli) e Castello di Cisterna (Napoli). Gli arrestati sono: Pio Attanasio, 33 anni di Napoli, Francesco Rosario Ruggiero (26) di Ercolano (Napoli), Ciro e Diego Salerno di 24 e 23 anni di Napoli-Ponticelli, Giuseppina Ferrante (31) di Napoli, Ciro Sforza (33) di Napoli, Antonio Domenico Siniscalchi (24) di Pomigliano d'Arco (Napoli) e L.A.R. (17) di Ercolano (Napoli). Secondo gli investigatori, il gruppo - ha spiegato nel corso di una conferenza stampa il colonnello Marcello Scocchera - acquistava, lecitamente tramite la partita iva di Giuseppina Ferrante, moglie di Pio Attanasio, a prezzi vantaggiosi auto incidentate presso una ditta di Bologna e contemporaneamente rubava vetture in Abruzzo, fra Pescara e Teramo tra l'ottobre 2008 e il giugno 2009, per poi occultare i mezzi a Pomigliano d'Arco in una proprietà di Antonio Domenico Siniscalchi. Sempre secondo l'accusa, nell'officina vicina, Ciro Sforza,carrozziere, assieme agli altri membri della gang, smontava il telaio delle auto incidentate, sostituendolo sulle auto rubate, in modo da far diventare queste ultime macchine "pulite" poi da rivendere senza destare sospetti. L'auto rubata veniva quindi rimontata con l'attribuzione del numero di telaio di quella incidentata. Il taglio del telaio (in gergo "pezzottata", da cui prende il nome l'operazione "Pezzotto") avrebbe riguardato diverse autovetture, di piccola e media cilindrata, poi rivendute, tramite il passaparola, a prezzi vantaggiosi. In alcuni casi gli arrestati avrebbero rintracciato i proprietari delle auto rubate, proponendo loro di riacquistare l'auto (in gergo "cavallo di ritorno"). Sono cinque i casi di furto di auto documentati. I fatti contestati agli otto arrestati traggono origine da una precedente operazione antidroga, operazione "Codice barra", portata a termine in Campania lo scorso anno. Fu proprio l'ascolto di alcune intercettazioni telefoniche a far scoprire il giro di auto e il loro riciclaggio. Gli inquirenti ritengono che alcuni degli arrestati godessero di appoggi in Abruzzo da parte di esponenti della malavita locale, dedita allo spaccio di stupefacenti. |


