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| Arrestati concessionario di moto di Giulianova e due donne, otto persone denunciate |
| Cronache - Cronache da Teramo |
| Martedì 22 Giugno 2010 23:00 |
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Erasmo Di Giacinto, ex campione di moto e titolare di una concessionaria di motocicli di Giulianova e due donne, la figlia Emanuela e l'ex convivente Ivana Nazionale, sono stati arrestati e otto persone sono state denunciate dalla Guarda di finanza per bancarotta e reati tributari.
Le Fiamme gialle avrebbero accertato distrazioni patrimoniali per un importo complessivo superiore ai 13 milioni. I reati contestati vanno dall'associazione a delinquere finalizzata alla bancarotta fraudolenta patrimoniale documentale continuata, alla truffa aggravata, alla ricettazione, all'omessa dichiarazione fiscale, insolvenza fraudolenta, dichiarazione infedele. Gli arresti sono statidisposti al termine di una complessa indagine che ha coinvolto le persone denunciate a piede libero, in qualche modo collegate all'attività svolta dall'imprenditore nelle sedi di Giulianova e Martinsicuro. Secondo le indagini della Finanza, gli 11 indagati avrebbero messo in piedi, tra il 2007 e il 2008, imprese poi fallite in un brevissimo periodo di tempo, attraverso le quali sarebbero stati commessi reati di bancarotta, evasione fiscale e truffe nei confronti di fornitori e clienti. Le indagini erano scattate da una serie di denunce da parte di clienti che, rivoltisi alla concessionaria per l'acquisto di una moto, oltre a versare una caparra, sarebbero stati indotti a sottoscrivere un finanziamento. Una volta concluse le pratiche però, delle moto acquistate non c'era più traccia, mentre i clienti pagavano le rate dei finanziamenti sottoscritti, regolarmente incassati dal concessionario. Molti clienti avrebbero anche perso la vecchia moto data in permuta. Secondo gli investigatori la truffa in alcuni casi si sarebbe estesa anche ad altri concessionari ed importatori di motociclette, non pagati per la fornitura dei mezzi. A far da tramite tra loro e gli acquirenti, anche allo scopo di evitare le rimostranze e le denunce, gli arrestati avrebbero posto degli intermediari o prestanome, in particolare due romeni nullatenenti. La Finanza avrebbe anche accertato la proprietà, da parte di uno degli arrestati, di uno yacht sottratto a una società di leasing senza il pagamento delle rate, ormeggiato nel porto croato di Spalato, successivamente reimmatricolato presso la capitaneria di porto di Giulianova. |


