26 mag, 2012
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IL RIASSUNTO


La prima cosa che ti insegnano nel nostro mestiere è la sintesi. Vedi, valuti, racconti. Ma sei costretto a contenere tutto nello spazio del giornale. Dunque, a “riassumere”. Proprio ciò che impone la legge sulle intercettazioni già approvata dal Senato e in attesa del via libera dalla Camera.

Non sarà più consentito riportare testualmente le trascrizioni delle intercettazioni ambientali o telefoniche relative ad una inchiesta giudiziaria, ma solo di ricavarne un riassunto.

Vediamo qualche esempio pratico. Una volta mi è capitato di ritrovarmi fra le mani un faldone di intercettazioni dove era trascritto il seguente colloquio telefonico tra un imprenditore e un amministratore comunale. L’imprenditore: “E poi che facciamo?”

L’assessore: “Prendiamo quei soldi e ce ne andiamo in Brasile”.

Un possibile riassunto di questo dialogo potrebbe essere il seguente: “Nella conversazione tra l’amministratore e l’imprenditore oggetto dell’inchiesta, si presume che i due avessero intenzione di utilizzare le somme distratte dall’appalto pubblico per regalarsi una vacanza in una località esotica non meglio identificata”.

Vediamo un po’: due righe di intercettazioni, abbastanza significative nel loro contenuto, che nel riassunto del cronista occupano inevitabilmente il doppio dello spazio destinato all’articolo, trasformando in una ipotesi nebulosa quello che nell’inchiesta appare come una certezza. A meno che un perito del Tribunale non dica che quelle voci non appartengono ai due indagati, ma questo è un altro discorso.

Mi chiedo: dove sarebbe la sintesi? E, soprattutto, a quale mente eccelsa si deve la stesura di questa stupida, quanto irragionevole, legge bavaglio?

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