| Fangopoli: a giudizio ex vertici Aca e Ato |
| Cronache - Cronache da Pescara |
| Giovedì 10 Giugno 2010 20:14 |
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Sono diciannove le persone rinviate a giudizio dal gup del tribunale di Pescara, Luca De Ninis nell'ambito dell'inchiesta denominata "Fangopoli" relativa all'appalto e alla gestione del depuratore di Pescara e ad un presunto traffico di rifiuti tossici.
Tra i rinviati a giudizio anche l'ex presidente dell'Aca, Bruno Catena, il direttore generale dell'azienda, Bartolomeo Di Giovanni, l'ex presidente dell'Ato, Giorgio D'Ambrosio, il legale rappresentante della Dino Di Vincenzo & C.Spa, Giovanni Di Vincenzo, e il dirigente tecnico dell'Ente d'Ambito Pescarese (Ato 4), Alessandro Antonacci, sono stati rinviati a giudizio. Per quanto riguarda l'ex sindaco di Navelli, Paolo Federico, coinvolto anche lui nella vicenda con l'accusa di corruzione per atto contrario ai doveri d'ufficio, il gup si è dichiarato territorialmente incompetente, rinviando gli atti alla procura dell'Aquila. Il gup ha, inoltre, respinto l'istanza di restituzione del depuratore, nominando custode Di Vincenzo. Il processo prenderà il via il 1° febbraio 2011. Gli imputati devono rispondere, a vario titolo, di turbativa d'asta, abuso d'ufficio, falsità ideologica, frode in pubbliche forniture, truffa, trasporto e smaltimento dei rifiuti in assenza di autorizzazione, traffico di rifiuti, corruzione, violazione di sigilli. Il pm Gennaro Varone aveva chiesto per Catena, Di Giovanni, D'Ambrosio e Antonacci il il proscioglimento perché il fatto non sussiste o non costituisce reato. Per Di Vincenzo, invece, aveva chiesto il rinvio a giudizio, ma soltanto per un reato di natura ambientale. |


