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Prc: Formazione nuova frontiera lavoro nero
Cronache - Cronache da Pescara
Lunedì 07 Giugno 2010 18:02
"Il tirocinio formativo rischia di diventare la nuova frontiera del lavoro nero e del sottosalario, in Abruzzo". E' l'allarme lanciato oggi da Maurizio Acerbo, consigliere regionale di Rifondazione Comunista, e Corrado Di Sante, segretario provinciale di Rifondazione Comunista.

Acerbo e Di Sante si dicono preoccupati in particolare per quanto riguarda la provincia di Pescara, anche se il fenomeno sembra diffuso su tutto il territorio regionale.

Nei tirocini, dicono i due, "in troppi casi la formazione non viene impartita ed è vanificata la natura formativa del tirocinio. Si consente in pratica alle aziende un utilizzo improprio dei tirocinanti nello svolgimento di attività ordinarie e la sostituzione di personale compensando così le carenze di organico.

Il risultato è che le imprese utilizzano manodopera sottopagata (300 euro al mese, 3 euro l'ora, quasi compensi cinesi, dice Rifondazione) e senza contributi previdenziali e i tirocinanti vengono sfruttati per non assumere nuovo personale".

Per Rifondazione si tratta di un fenomeno di "sfruttamento istituzionalizzato": nel 2007/2008, fa notare il partito, la Provincia ha speso 596.490 euro per 193 tirocini di cui solo 13 si sono concretizzati in contratti a tempo indeterminato.

Rifondazione annuncia una interrogazione all'assessore regionale Gatti, una richiesta di incontro al presidente della Provincia Guerino Testa e un incontro con le organizzazioni sindacali per sollecitare l'apertura di una vertenza sulla questione per definire standard di qualità e prevenire abusi.

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