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| Mancato allarme sisma, 7 indagati omicidio colposo |
| Cronache - Cronache dall'Aquila |
| Giovedì 03 Giugno 2010 13:25 |
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Omicidio colposo: è l'accusa rivolta dalla procura dell'Aquila ai membri della Commissione Grandi rischi che il 31 marzo scorso, 6 giorni prima del terremoto che sconvolse L'Aquila, parteciparono alla riunione che si tenne nel capoluogo abruzzese.
Gli indagati sono Franco Barberi (presidente vicario della commissione nazionale per la prevenzione e previsione dei grandi rischi e ordinario di vulcanologia all'università Roma Tre), Bernardo De Bernardinis (vice capo settore tecnico operativo del dipartimento nazionale di Protezione civile), Enzo Boschi (presidente dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia e ordinario di fisica terrestre presso l'università di Bologna), Giulio Selvaggi (direttore del centro nazionale terremoti), Gian Michele Calvi (direttore della fondazione Eucentre), Claudio Eva (ordinario di fisica terrestre presso l'università di Genova) e Mauro Dolce (direttore dell'ufficio Rischio sismico del dipartimento di Protezione civile e ordinario di tecnica delle costruzioni presso l'universita' Federico II di Napoli). Gli ufficiali di polizia giudiziaria stanno notificando in queste ore gli avvisi di conclusione delle indagini. Le indagini chiuse nelle settimane scorse dagli agenti della sezione di polizia giudiziaria della Procura della Repubblica dell'Aquila e dalla Squadra Mobile diretta da Salvatore Gava, sono finalizzate a chiarire se gli esperti ed i rappresentanti della protezione civile hanno fornito alla popolazione elementi troppo rassicuranti in rapporto allo sciame. L'inchiesta è stata aperta dopo la denuncia presentata da una trentina di cittadini secondo i quali la riunione della commissione Grandi Rischi fatta all'Aquila a cinque giorni dal tragico sisma aveva diffuso ottimismo e false rassicurazioni ai cittadini anche attraverso i messaggi di tecnici ed amministratori. Il fascicolo in mano ai magistrati aquilani, titolari dell'inchiesta è molto voluminoso e raccoglie non solo studi di settore in materia di prevenzione dei terremoti ma anche le interviste rilasciate da politici e appartenenti alla Protezione civile subito dopo la chiusura della riunione. Lo stesso procuratore della Procuratore della Repubblica, Alfredo Rossini ha confermato la chiusura delle indagini. "Questo è un lavoro serio", ha detto Rossini. "Si sono concluse le indagini preliminari di un filone di inchiesta molto importante. In tal modo - ha continuato Rossini - gli indagati possono portare avanti le loro difese con tutto il tempo possibile. Speriamo di arrivare a un risultato conforme a quello che la gente si aspetta". |


