25 mag, 2012
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Nuvole - di Saverio Occhiuto SOGNANDO ROBIN HOOD

SOGNANDO ROBIN HOOD


Da ragazzo non avevo dubbi: per me Robin Hood era stato il secondo comunista della storia, dopo Gesù. La leggenda dell’arciere di Sherwood mi ha accompagnato a lungo, assieme a quella idea romantica della sinistra che sognava gli stessi diritti per sudditi e re, condannava le guerre sante, respingeva l’idea della conquista fondata sul numero delle alabarde e mai sul dominio della ragione.

Ho iniziato a discostarmi un po’ da questo pensiero filosofico dell’adolescenza quando ho smesso di vedere il mondo in bianco e nero: i buoni da una parte, i cattivi dall’altra, e ho scoperto i colori dell’iride, le sfumature di una realtà molto più complessa di quella raffigurata nei film della Disney, con l’eterna lotta tra il bene e il male.

Oggi, grazie anche alla visione del film di Ridley Scott, interpretato dall’impareggiabile Rossel Crowe, sono tornato a rimpiangere la leggenda di Robin Hood e a sognare ad occhi aperti l’eroe di Sherwood.

E’ come se lo vedessi sbucare improvvisamente da quella foresta nella quale si è cacciato il mondo, con le sue maree nere, i suoi finanzieri senza scrupoli, le sue guerre incomprensibili, i politici burattini e ingordi che opprimono i popoli e narcotizzano le loro coscienze.

Così mi chiedo se un giorno avremo anche noi il nostro Robin Hood, pronto a riequilibrare le sorti del pianeta con il suo arco infallibile.

Ma subito dopo c’è un’altra domanda che mi assilla: quanti Cuor di leone sarebbero pronti, oggi, ad aprire le porte di Nottingham ad uno che rubava ai ricchi per donare ai poveri?


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