Truffa Call Center, un progetto per l'Abruzzo
Cronache - Regione
Mercoledì 05 Maggio 2010 12:33
Realizzare una joint venture in Abruzzo con la Regione dopo il terremoto per ottenere fondi per costruire un centro di ricerca per produrre carburante ecologico, con una formula già sperimenta negli Usa ma rivelatasi assolutamente inefficace, per avere contributi che lo Stato avrebbe speso nella ricostruzione . E' uno dei progetti a cui lavora uno degli indagati dell'operazione Call center connection che è intercettato, nell'aprile del 2009, dalla guardia di finanza. Nella telefonata ascoltata dagli investigatori un uomo rimasto sconosciuto dice che presto avrà "una certificazione americana" che gli permetterà di fare "il primo carburante al mondo bio-degrabile".

E che per questo "bisogna fare uno stabilimento che produce la sostanza" e fare aggiungere da un esperto "degli ingredienti che non servono a un cazzo, in modo che nessuno ci capisca nulla". L'uomo spiega all'imprenditore indagato perché la scelta dell'Abruzzo: "per la visibilità con il mondo intero", perché "donando" parte del ricavato sarà più facile "avere le autorizzazioni nell'iter burocratico" ma soprattutto perché "ci vorranno 20 anni per accertare che alla fine è un prodotto di merda...".

La telefonata è intercettata la sera del aprile del 2009 dalla guardia di Finanza di Catania. Al telefono sono Ermanno Traverso, arrestato nell'ambito dell'operazione Call center connection, e un imprenditore del quale non è svelata l'identità e che propone 'l'affare.

La proposta è di "regalare alla Regione Abruzzo lo sfruttamento della licenza" e di 'destinare tutti gli utili alla ricostruzione e non a fini di lucro''. Questo permetterebbe di "avere in 24 ore tutte le autorizzazioni" e quindi, sottolineano gli investigatori, riuscire a ottenere i finanziamenti necessari per realizzare lo stabilimento e "il primo carburante al mondo bio-degradabile" inutilizzabile. La proposta è valutata da Traverso come "una buona idea".

Addthis