Venerdì 30 Aprile 2010 20:14
Prima gli Stati Uniti, ora la Grecia, poi la Spagna, il Portogallo…, domani chissà.
Qualcuno non ci sta dicendo la verità su ciò che accade nella palude oscura dell’alta finanza. E quando arriva il botto è sempre troppo tardi per spostare il piede sul pedale del freno e scalare le marce.
I giochetti di qualche banchiere senza scrupoli e un modello di società fondato sull’acquisto compulsivo, che consuma ormai più di quanto produce, ci sta costando una fortuna.
Ho appena letto che l’Italia contribuirà a salvare la Grecia dalla bancarotta con un esborso di 5,5 miliardi di euro. La somma che sarebbe sufficiente a ricostruire L’Aquila, la cui sorte è oggi invece affidata alla lotteria del Gratta e vinci.
Non sono un mago dell’economia, non riesco quindi a fare previsioni a breve e medio termine su quel che sta accadendo nell’Eurozona dopo la batosta arrivata dagli Stati Uniti.
Ma penso che continuare ad immettere fiumi di denaro nella finanza pubblica e privata, per risollevare le Borse, avrà solo l’effetto di spostare avanti il problema ma non di risolverlo alla radice.
Serve una nuova rivoluzione culturale, come quella del Sessantotto.
Ma se dovessi dare un consiglio ai ragazzi di oggi non gli direi di scendere in piazza, come ha fatto la mia generazione in quegli anni, agitando la bandiera rossa in una mano e la Molotov nell’altra.
Gli direi, andate in campagna e riscoprite il vecchio orto che ognuno di noi ha conosciuto almeno una volta nella casa dei nonni, il buon cibo e l’odore dell’erba bagnata, il fumo del camino, il profumo del pane fatto in casa…
No, non mi sto rincoglionendo. Ma soltanto adesso ho capito che quella civiltà contadina, fondata su valori autentici come i sani prodotti della terra, è l’unica di cui ti puoi fidare. Perché non ti tradisce mai.
Lo so a cosa state pensando, i soldi nel vecchio materasso sono roba di un secolo fa. Ma almeno lì sono sempre stati al sicuro.
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