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| Tassisti aggrediti da colleghi, esposto in Questura |
| Cronache - Cronache da Chieti |
| Mercoledì 28 Aprile 2010 14:30 |
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Un esposto-denuncia è stato presentato questa mattina alla polizia stradale e alla questura di Chieti, su ripetute aggressioni di cui sono stati oggetto i tassisti teatini all'interno degli spazi pubblici dell'aeroporto d'Abruzzo a San Giovanni Teatino.
Le vittime, si legge in una nota di Confartigianato, sono i tassisti teatini del consorzio Cometa, a marchio Confartigianato, aggrediti da colleghi pescaresi. Il consorzio Cometa è formato da 21 tassisti di Chieti, Pescara, Francavilla e Montesilvano. Ad accendere la scintilla tra i tassisti delle due città capoluogo - prosegue la nota - l'ordinanza firmata dal neo direttore dell'Enac che, di fatto, ha liberalizzato gli accessi, sia in entrata che in uscita, all'aeroporto d'Abruzzo. Un atto formale dovuto in virtù di quanto stabilisce la legge che regolamenta la materia. L'ordinanza consente ai titolari di licenza taxi iscritti negli appositi elenchi dei Comuni capoluogo della Regione, delle relative Province e del Comune di San Giovanni Teatino su cui insiste parte dello scalo aereo, di lavorare con gli utenti dell'aeroporto. La cosa - prosegue la nota - non è andata giù ai tassisti pescaresi che prima avevano il monopolio all'interno dell'aeroporto d'Abruzzo. Da qui le aggressioni e la denuncia inoltrata da Confartigianato alle autorità competenti. Anche il neo-sindaco di Chieti Umberto Di Primio - conclude la nota - ha garantito il massimo supporto alla categoria. "Si sono verificati fatti gravissimi che l'associazione condanna con estrema fermezza. L'aeroporto è d'Abruzzo - afferma Daniele Giangiulli, direttore provinciale e Segretario Regionale Confartigianato - e bisogna garantire pari dignità tra il lavoro degli artigiani specie in un periodo di grave crisi economica". Dello stesso avviso Luigi Colalongo, presidente regionale Confartigianato Taxi. "L'ordinanza è frutto di una legge - osserva Colalongo - e la legge va rispettata". Il parere della Cna "La liberalizzazione degli accessi dei taxi nell'area dell'aeroporto d'Abruzzo deve essere regolata secondo quanto prevede la legge, e non in base a decisioni estemporanee". Dice il direttore della Confederazione nazionale dell'artigianato e della piccola e media impresa (CNA) di Pescara, Carmine Salce. Per Salce, il clima di esasperazione che si è determinato tra gli operatori pescaresi a seguito della decisione dell'Enac di aprire le porte dell'aeroporto anche ai taxi di altre città, va evitato, creando le premesse per una positiva opportunità di collaborazione tra i diversi soggetti interessati. A detta di Salce, "se al testo di legge si deve fare riferimento per quel che concerne l'accesso delle auto pubbliche (decreto legislativo numero 422 del 19 novembre 1997, ndr) occorre allora che tutti lo leggano bene e per intero: "Il comma 8 dell'articolo 14, che è poi quello oggi in discussione - prosegue Salce - se da una parte prevede sì che "sono autorizzati a effettuare servizio di piazza i titolari di licenze per servizio taxi rilasciate dai comuni capoluogo di Regione e di Provincia, nonché dal Comune o dai Comuni nel cui ambito territoriale l'aeroporto ricade", afferma pure che "i comuni interessati, d'intesa, disciplinano le tariffe, le condizioni di trasporto e di svolgimento del servizio, ivi compresa la fissazione del numero massimo di licenze che ciascun Comune può rilasciare proporzionalmente al bacino d'utenza aeroportuale". "Mi chiedo - conclude il direttore della Cna pescarese - se tutto ciò sia mai stato fatto. O se invece si scarichi l'inerzia e la latitanza delle istituzioni sui tassisti, determinando un clima di esasperazione e di guerra tra poveri che non giova certo ai clienti, che pretendono invece un servizio economico, efficace ed efficiente. Ricordo, a questo proposito, che spetta alla Regione e al suo presidente, in caso di "mancata intesa tra i Comuni", provvedere a regolare la situazione, ma di tutto questo non esiste traccia". |


