Venerdì 23 Aprile 2010 10:29
Renzo Bossi, il figlio del leader della Lega Nord meglio noto come “la trota”, ha già stupito tutti alla sua prima uscita da politico navigato. Per lui tifare Italia ai prossimi mondiali è un sentimento superato, roba di 50 anni fa. Quindi ci perderemo il rampollo stravaccato sulla poltrona di casa ad incitare Gattuso con una lattina in una mano e il sandwich con la porchetta nell’altra.
Vi risparmio il rutto libero per decenza.
Tra le reazioni sdegnate sono arrivate anche quelle di chi la maglia azzurra l’ha indossata davvero quando Renzo Bossi non era neanche un pensiero malevolo di mamma e papà.
La più geniale, come i suoi assist che incantavano San Siro, è stata quella di Gianni Rivera quando gli è stato riferito che Bossi j. non tiferà per la Nazionale italiana: “Non se ne accorgerà nessuno”.
Il fatto è che nella sua alta conversazione politica, il buon Renzo ne ha combinata una ancora più grossa, aggiungendo di non avere mai varcato il confine di Roma nelle sue scorribande al Sud.
E qui verrebbe da dire: “Ragazzo, non sai proprio cosa ti sei perso”. Anche se a pensarci bene, per una trota di acqua dolce sguazzare nel mare blu dello Jonio e del Tirreno, tra fondali di corallo e gorgonie giganti, sarebbe stata davvero una sofferenza.
E poi, metti che incontri Renzo Bossi a mangiare un gelato nella piazzetta di Capri o di Taormina, cosa gli dici? Hai provato la cassata? Hai gustato gli involtini di pesce spada e il babà?
Immagino già la scena, lui che ti guarda ed esclama: “Ecco, i soliti meridionali, pensate solo al cibo, al sole, al mare, al mandolino…, mentre noi ci facciamo un mazzo così per tirare la carretta”.
Poi chiama al telefono mamma e papà e li rassicura: “Sì, tutto bene, quaggiù è bellissimo ma ho incontrato quello s……di professore meridionale che mi ha bocciato tre volte di seguito all’esame di maturità”.
Poi la quarta volta è arrivato uno del Nord….
Aggiungi commento
Comportati da persona civile e usa il linguaggio che useresti davanti a tua madre.