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| Venerdì Santo, le processioni del Cristo Morto |
| Venerdì 02 Aprile 2010 16:07 |
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Oggi, Venerdì Santo, in quasi tutti i Comuni della regione si svolgono processioni o via Crucis parrocchiali. Ma ci sono alcune di queste celebrazioni tradizionali antiche di secoli e particolarmente suggestive, come per esempio la processione del Cristo morto a Chieti. Qui di seguito un elenco delle principali manifestazioni
che rievocano la Passione. CHIETI - PROCESSIONE DI CRISTO MORTO La presenza di oltre centocinquanta violini che eseguono per tutta la durata del percorso la marcia funebre di Selecchy, accompagnando la Schola Cantorum della Cattedrale di San Giustino, rende questa processione particolarmente suggestiva. Il corteo si snoda lungo il centro storico, illuminato per l’occasione soltanto dalla luce di alti tripodi. Oltre alla Confraternita della Buona Morte, cui è affidata la gestione, e ai Cavalieri di Malta, che hanno una sede a Chieti, partecipano tutte le altre confraternite della città, gli uomini negli abiti cerimoniali e con un cappuccio in testa in segno di penitenza, le donne in nero. Il ritmo del corteo (lo struscio) è segnato dal rumore sinistro della bàttola (o troccola), uno strumento in legno che durante la Settimana Santa sostituisce il suono delle campane. In processione sfilano i trofei (simboli) della Passione, come l’Angelo, la Colonna della flagellazione, la Corona di spine, la Veronica con il drappo del Volto Santo e le statue della Madonna Addolorata, avvolta in un abito di seta nera, e del Cristo Morto, coperto da un finissimo velo ricamato con fili d’oro e pietre preziose. LANCIANO, PROCESSIONE DEL CRISTO MORTO La processione del Venerdì Santo a Lanciano è organizzata dall’Arciconfraternita Morte e Orazione, che in passato si occupava della sepoltura dei poveri e delle vittime di epidemie. L'inizio è alle ore 19 quando i confratelli escono dalla chiesa di Santa Chiara. La processione è aperta dalla Pannarola, un grande drappo nero che ha la stessa forma del fiocco situato a prua delle navi a vela. La processione è caratterizzata dalla presenza del Cireneo incappucciato che porta una croce di legno, pesante 25 chili. La figura del Cireneo è interpretata ogni anno da un penitente diverso e la sua identità è nota soltanto al priore dell’Arciconfraternita. Al centro della processione sfilano i simboli della passione e la statua della Madonna Addolorata, portati da donne in nero e da bambini e ragazzi tra due ali di fedeli e confratelli che reggono fiaccole e recitano preghiere. La raganella segna il ritmo silenzioso del corteo solo a tratti rotto dal suono della banda che esegue l’Elegia del Maestro Ravazzoni e il Christus del Maestro Masciangelo. Alla fine del corteo sfila il catafalco su cui è adagiato il Cristo Morto. La statua, secondo la tradizione, sarebbe stata scolpita durante una visione mistica da una monaca clarissa che impazzì appena finita l’opera. Vai al sito dell’Arciconfraternita Morte e Orazione SULMONA - PROCESSIONE DEI TRINITARI Caratteristico di questa manifestazione è il colore rosso, come il sangue versato dal Cristo, degli abiti dell’Arciconfraternita della Santissima Trinità e della Schola Cantorum. La processione inizia a sera, intorno alle ore 20.00, dalla chiesa barocca della Santissima Trinità con in testa una banda di ottoni che esegue la marcia funebre. Dopo la banda segue il Quadrato, il gruppo dei confrati che regge i lampioni in mezzo ai quali domina il Tronco, una grande croce di sughero rivestita di velluto scarlatto e ornata di tralci e grappoli d’argento. I simboli della Passione sfilano alla luce dei lampioni mentre gli oltre cento coristi della Schola Cantorum intonano il Miserere. In fondo al corteo le statue della Madonna Addolorata e del Cristo Morto precedute dai rappresentanti del clero. Davanti a Santa Maria della Tomba, secondo un antico cerimoniale, i Trinitari cedono il trasporto delle statue dentro il sestiere di Santa Maria e fino al ritorno, a notte inoltrata, nella chiesa della Trinità ai confratelli della Madonna di Loreto, che la mattina di Pasqua organizzano il rito della Madonna che scappa. Vai al sito dell'Arciconfraternita della Santissima Trinità TERAMO - LA DESOLATA E’ una tradizione che risale al XIII secolo, perpetuata dall’Arciconfraternita di Nostra Signora del Soccorso. Alle quattro del mattino del Venerdì Santo i confratelli, in saio nero, e le consorelle, in gramaglie, portano in processione alla luce delle fiaccole la statua della Madonna Addolorata. Il corteo parte dalla chiesa di Sant’Agostino e, seguendo un percorso lungo più di sei chilometri, tocca sette chiese del centro storico nella simbolica ricerca del Figlio della Madonna, mentre i fedeli cantano l’inno “Il Figlio dov’è”. Dopo la tappa al Convento della Madonna delle Grazie il corteo torna indietro e sosta nella Cattedrale, infine rientra all’alba nella chiesa di Sant’Agostino. A sera la statua della Madonna Addolorata e quella Figlio sfilano insieme nella processione della Passione alla quale partecipano oltre cento giovani. |


