| Inchiesta Drappo rosso, Siega rinviato a giudizio |
| Cronache - Cronache da Pescara |
| Venerdì 26 Marzo 2010 19:08 |
|
Con l'accusa di corruzione e rivelazione di atti d'ufficio, il gup del Tribunale di Pescara, Carla De Matteis, ha rinviato a giudizio Bernardo Siega, all'epoca dei fatti vicequestore dirigente della Polstrada di Chieti e consigliere comunale Udeur a Pescara.
Rinviate a giudizio anche altre sei persone coinvolte, nel luglio del 2006, nell'operazione "Drappo Rosso", condotta dalla Squadra mobile di Pescara contro il favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e lo sfruttamento della prostituzione. Nell'ambito dell'inchiesta, condotta dai pm Filippo Guerra e Gennaro Varone, furono indagate 15 persone, delle quali dieci arrestate. Tra le persone coinvolte oggi sono stati condannati a tre anni di reclusione il romeno Gheorghe Urdea, impresario delle ragazze, accusato di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, e a due anni di reclusione il poliziotto Nevio Medved, accusato di concussione. Un altro poliziotto, G.C., è stato assolto perché il fatto non sussiste. Le altre persone rinviate a giudizio sono i fratelli Roberto e Marco Pola, titolari dell'ex night club "Tortuga", l'ex direttore di sala del night, oggi trasformato in discoteca, Habib Alizadeh Habib; due ex camerieri del locale, Franco Fabrizio e Paolo Palmucci; il custode factotum del night, Mario De Sanctis e uno degli impresari delle ragazze straniere, il romeno Adrian Visteanu. Il processo prenderà il via il prossimo 21 ottobre. Per i fratelli Pola, il giudice ha disposto il non luogo a procedere, perché il fatto non sussiste, per una delle accuse di corruzione che erano state loro contestate. |


