| Inchiesta su invalidità e compensi gonfiati |
| Cronache - Cronache da Pescara |
| Giovedì 25 Marzo 2010 12:23 |
|
Un dipendente della Asl di Pescara, P.A., e un avvocato del Foro di Pescara, C.L., sono stati sospesi il primo dall'esercizio di pubblico ufficiale e il secondo dall'esercizio della professione forense
. Sono accusati di corruzione, truffa e millantato credito nell'ambito di un'inchiesta su alcune pratiche di invalidità. I provvedimenti sono stati firmati dal gip del tribunale Maria Di Fine su richiesta del Pm Gennaro Varone. Secondo l'accusa, il dipendente della Asl, al cui ufficio confluivano le pratiche di invalidità respinte dalle competenti commissioni di prima istanza, individuava quelle per cui era possibile il ricorso giurisdizionale, grazie ad un aggravamento delle patologie, certificato da medici consulenti di parte conosciuti dal pubblico dipendente. Sempre secondo l'accusa, i ricorrenti venivano poi mandati presso lo studio dell'avvocato indagato che si occupava del ricorso. A conclusione del procedimento la sentenza di accoglimento che riconosceva l'indennità di invalidità sanciva a favore del ricorrente e a carico dell'Inps la quota in denaro spettante, gli arretrati e la somma dovuta per le spese legali. Per l'accusa il foglio in cui venivano indicate queste ultime spese veniva tolto dall'avvocato così da farsele pagare anche a parte. Per ogni pratica la somma ammonterebbe tra i 1000 e i 1500 euro che, secondo gli investigatori, veniva divisa fra l'avvocato e il dipendente Asl. A far scattare le indagini del Nas è stata la denuncia di un uomo che si era rifiutato di pagare gli ulteriori compensi per le spese legali. I provvedimenti della magistratura sono stati notificati all'Ordine forense ed alla Asl di Pescara per l'avvio d procedimenti amministrativi a carico degli indagati. |


