25 mag, 2012
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Nuvole - di Saverio Occhiuto TETTE VERE AI CARAIBI

TETTE VERE AI CARAIBI

Per intere generazioni ci ha insegnato a sognare, una scuola di vita iniziata con i cartoon di Topolino e proseguita con l’eterna lotta tra il bene e il male, rappresentata da cavalieri coraggiosi e streghe malvagie. Ora dalla Disney arriva un’altra lezione di stile, che è anche uno schiaffo alla società dell’effimero , all’artificio del silicone per inseguire la bellezza ad ogni costo.

La casa cinematografica statunitense ha posto una condizione precisa alle attrici che intendono salire sul set del nuovo film Pirati dei Carabi: niente tette rifatte. E ha motivato così la sua scelta: la gente non è stupida e oggi si accorge benissimo, diciamo così, dell’”effetto speciale”. Bella lezione, speriamo che serva.

Anche noi maschietti siamo un po’ lenti ad arrivarci. Ci piace il seno prosperoso, ma l’altro giorno non riuscivo a darmi pace del perché la signora accanto a me galleggiava benissimo in piscina mentre io mi affannavo come una papera per fare due vasche.

Anche quando viaggi in aereo non c’è più da stupirsi se senti un botto provenire dal sedile di fronte. Su un volo dell’Airwais ho visto un signore afferrare il cellulare e sussurrare in preda al panico alla moglie: amore è finita, ti amo tanto e ti ho tradito solo una volta, perdonami. Pensa tu ai bambini.

L’esplosione di una tetta al silicone gli aveva fatto credere ad un attentato. Una vita comunque rovinata per quella frettolosa confessione in punto di morte.
Chissà, forse la Disney ci avrebbe fatto un film.

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