25 mag, 2012
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Massoneria, i 100 anni della Gran Loggia d'Italia

Logo Gran Loggia d'Italia"Cento anni tra squadra e compasso. La Gran Loggia d'Italia dall'età giolittiana all'era della globalizzazione". E' il tema del convegno che si tiene domenica 21 marzo a Montesilvano, all'hotel Serena Majestic, organizzato dalla Gran Loggia d'Italia degli Antichi Liberi Accettati Muratori Massoneria Universale di rito scozzese antico ed accettato - Obbedienza di Piazza del Gesù Palazzo Vitelleschi. Un appuntamento che cade a cento esatti dalla fondazione della Serenissima Gran Loggia d'Italia .

"La massoneria - spiega il Gran Maestro Luigi Pruneti - crebbe molto dopo la prima guerra mondiale ma incappò nella persecuzione del regime fascita, nel 1925 venne eliminata per legge e nel 1953 rinacque. Da quel momento iniziò un'opera di rinascita e ricucitura e oggi siamo a quota diecimila iscritti, presenti in molte regioni del Paese, in Libano, Romania, Canada, Croazia e Regno Unito. Gli iscritti sono in continua crescita, l'eta' media si sta abbassando notevolmente e la presenza delle donne è del tutto rilevante. Il periodo è ottimo".

In Abruzzo la Gran Loggia d'Italiaè presente a L'Aquila, Pescara, Teramo e Lanciano e la sede storica si trovava a L'Aquila, un magnifico tempio del 1800, "il piu' bello d'Italia", dice Pruneti, gravemente lesionato dal terremoto del 2009. Se si è deciso di tenere a Montesilvano il convegno di domenica 21 marzo è per far sentire "la vicinanza dei massoni" a questo territorio, colpito dal sisma, anche se "non ci sono state vittime tra i confratelli aquilani".

Tra gli interventi in programma: quelli di Aldo Alessandro Mola, direttore del Centro per la Storia della Massoneria, Giovanni Rabbia, che parlerà del pescarese Gabriele d'Annunzio quale "grande iniziato" (anche se non ci sono documenti diretti), e Juan José Ruiz, dell'Università di Saragozza.

Parlando della massoneria Pruneti ha sottolinea che "non è mai stata il potere, che non vuole e non le interessa, anche se ci sono stati degli uomini di potere. La massoneria controlla che non ci sia la minaccia derivante da sistemi in grado di manipolare le coscienze".

In questa ottica di "potere tirannico" si può vedere la massoneria come "anti-potere". Nella società di oggi, spiega Pruneti, il ruolo dei massoni si gioca su due piani. "Sul piano individuale ogni massone deve avere maggiore autocoscienza ed evitare la manipolazione, e sul piano collettivo bisogna promuovere la cultura e il dibattito. La massoneria crede nel dialogo, nella solidarietà, nella libertà, che va sempre difesa, e il suo contributo alla democrazia è stato notevolissimo".

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