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| Polo dell'Alta moda a Penne |
| Venerdì 19 Marzo 2010 01:10 |
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Potrebbe nascere a Penne un Polo dell'Alta moda con l'obiettivo di costituire una filiera di piccole medie imprese nel settore del tessile abbigliamento
. Il progetto è stato presentato da Luigi Di Giosaffatte, Direttore dell’Unione Industriali di Pescara, in occasione del Seminario di Studi "Abruzzo: le vie dell’eccellenza. Il contributo degli artigiani e delle aziende abruzzesi alla storia della moda italiana". Nella prima parte della giornata tante le presenze istituzionali e tanti gli imprenditori locali. Nel suo intervento, il Presidente del Consiglio regionale Nazario Pagano ha ricordato l'importanza dell'artigianato regionale, in particolare della sartoria abruzzese. “Penne e la Brioni – ha dichiarato Pagano - sono come Maranello e la Ferrari: un esempio di grande intelligenza imprenditoriale legato allo sviluppo economico del territorio”. Per Guerino Testa, Presidente della Provincia di Pescara, la presenza nel territorio di una azienda coma la Brioni, conosciuta in tutto il mondo, non può che essere un motivo di vanto. “A questa realtà di eccellenza devono corrispondere servizi infrastrutturali di pari livello”, ha dichiarato impegnandosi per la realizzazione degli stessi. Il Sindaco di Penne Ezio Di Marcoberardino nel ricordare la figura di Nazareno Fonticoli, fondatore della Brioni, ha riproposto l’importanza del nascente Museo della Moda maschile. “Penne apparteneva a quella area di alta sartorialità, dal chietino al teramano, che D’Annunzio ammirava per i grandi maestri come Domenico Caraceni che aveva creato a fine Ottocento, un’azienda con centinaia si sarti e sedi a Parigi e Londra, con anticipazione nel settore. Penne apparteneva alla radice di una grande storica tradizione”, ha dichiarato Lucio Marcotullio Presidente delle Fondazioni ForModa e Fonticoli. Alla ripresa dei lavori, nel pomeriggio, è stato presentato nel dettaglio il progetto Archivi della moda del ‘900 - elaborato dall’ANAI, Associazione nazionale archivistica italiana e dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali – e il metodo di raccolta delle fonti della storia della moda. E’ stato mostrato l’archivio della Casa di Moda Brioni, dichiarato di interesse storico particolarmente importante. La terza parte della giornata di studi, dedicata alle altre tradizioni artigianali abruzzesi, ha messo in evidenza l’importanza dell’artigianato tessile e del costume tradizionale nella società e nell’economia che li ha prodotti. E’ stato analizzato anche il rapporto tra ambiente e costume tradizionale, ovvero come l’ambiente e i suoi elementi quali clima, altitudine, orografia, idrografia e vegetazione hanno influenzato i processi di lavorazione e le varie fogge del costume. La creatività dei migliori maestri nella nobile arte dell’oro e dell’argento nell’Abruzzo contemporaneo è stato al centro della relazione della ricercatrice Adriana Gandolfi. Presentati anche i lavori dell’Arazzeria Pennese, nata nel 1965 grazie all’iniziativa di Fernando Di Nicola e Nicola Tonelli, realizzati con la tecnica del basso liccio. L’arazzeria Pennese ha collaborato con i grandi artisti del XX secolo quali: Balla, Brindisi, Avenali, Primo Conti. Un quadro storico di grande rilievo per l’Abruzzo di Moda che potrebbe vedere un futuro ancora più roseo grazie al progetto del Polo dell’Alta Moda dell’area vestina presentato da Luigi Di Giosaffatte, Direttore dell’Unione Industriali di Pescara. Il Polo si prefigge una caratterizzazione strategica del territorio con l’obiettivo di costituire una filiera di piccole medie imprese nel settore del tessile abbigliamento. Il progetto Archivi della Moda “Archivi della Moda del ‘900” è un progetto triennale volto al recupero e alla valorizzazione dell’immenso patrimonio della moda italiana. Il progetto, che è stato elaborato dall’ANAI e dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali (Direzione Generale per gli Archivi e Direzione Generale per le Biblioteche, gli Istituti Culturali ed il diritto d'autore e Direzione Generale per l'organizzazione, gli affari generali, l'innovazione, il bilancio ed il personale) con il coinvolgimento di numerose e prestigiose istituzioni, si fa portavoce di un’esigenza conoscitiva e conservativa verso un’eredità - e un’identità - a rischio di dispersione, ma oggi più che mai elemento vitale per la promozione e l’innovazione del Made in Italy. Sullo sfondo delle capitali della moda in Italia e nel mondo (Firenze, Milano, Roma, Parigi, Londra, Anversa, New York, Tokyo), il Progetto si propone una coraggiosa ricognizione del Sistema Moda attraverso la conoscenza e la salvaguardia degli archivi, vere miniere di informazioni per la ricostruzione della storia di molte aziende del settore. In varie regioni (Lombardia, Toscana, Lazio, Piemonte, Campania, Emilia-Romagna, Veneto, Liguria, Puglia, Abruzzo, Sicilia) con il coordinamento delle Soprintendenze archivistiche del MiBAC, è in corso un’intensa attività di ricerca, censimento e informatizzazione degli archivi cui si affianca l’organizzazione di seminari tematici realizzati dall’ANAI, al fine di far emergere le diverse specificità territoriali e rendere fruibile un ampio ventaglio di fonti finora inesplorato. |


