| Tangenti Asl, indagati respingono accuse |
| Cronache - Cronache da Pescara |
| Mercoledì 17 Marzo 2010 20:20 |
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Interrogati questa mattina dal Gip Guido Campli, hanno respinto le accuse il funzionario della Asl di Pescara Franco D'Intino e il responsabile del cantiere Giacomo Piscitelli
arrestati lunedì dalla squadra mobile nell'ambito dell'inchiesta sui lavori di ristrutturazione e messa a norma del reparto materno infantile dell'ospedale di Pescara, che vede indagato anche per falso il manager della Asl, Claudio D'Amario. "D'Intino - ha riferito il suo avvocato Paolo Salce - ha fornito spiegazioni e prodotto documentazione. Si è giustificato dicendo che non c'é collusione né con l'impresa né con altre persone. Ha riferito di aver svolto solo i compiti di sua competenza". Riguardo all'appalto che sarebbe lievitato da tre milioni di euro a quasi sette milioni, l'avvocato Salce ha spiegato che D'Intino "ha recepito quelle che erano le richieste della direzione dei lavori e così come le ha recepite le ha inviate alla direzione generale. La direzione dei lavori - ha aggiunto - non ha raddoppiato l'importo dell'appalto, ma ha sostenuto sempre e sostiene che la variante era necessaria altrimenti sarebbe stata realizzata un'opera non collaudabile". Sul materiale da cantiere trovato nell'abitazione di D'Intino, Salce ha detto che "non c'é. C'é soltanto - ha sottolineato - la fornitura degli infissi e del materiale della casa del fratello. Il fratello ha pagato tutte le ditte - ha detto l'avvocato - anche quelle a cui fa riferimento l'ordinanza di custodia cautelare. Abbiamo documentato che se alcune ditte sono state pagate integralmente e qualcuna ancora no è perché sono state fatte delle rateizzazioni". L'avvocato ha inoltre annunciato che sarà presto prodotta altra documentazione sulla vicenda. Per quanto riguarda Piscitelli, il suo legale Giuseppe Cetrullo ha riferito che ha fornito ai magistrati tutti i tipi di informazioni tecniche. Domani saranno ascoltati nel tribunale di Pescara i due direttori dei lavori posti nell'ambito dell'inchiesta agli arresti domiciliari e cioé Alfonso Colliva e Damiana Bugiani. Sarà interrogato per rogatoria, invece, nel carcere di Foggia in cui è rinchiuso l'imprenditore pugliese Giulio Piancone. |


