Raffineria a Bomba, presentata domanda V.I.A.
Cronache - Regione
Mercoledì 17 Marzo 2010 07:51
La Forest Oil CMI spa ha presentato lunedì 15 marzo alla Regione la domanda di espressione del giudizio di compatibilità ambientale per la realizzazione di un impianto di estrazione e raffinazione del gas naturale . La notizia arriva dal sito del Comitato Gestione Partecipata del Territorio.

Nel sito è pubblicata anche una scheda secondo cui il giacimento è a una profondità di 1.000/1.112 metri e ha un'estensione di oltre tremila ettari nei territori dei comuni di Bomba, Torricella Peligna, Roccascalegna e Pennadomo.

L'estrazione dovrebbe durare dai 12 ai 20 anni, con circa 650mila metri cubi di gas estratto al giorno. Il valore del pozzo sarebbe di 138 milioni di euro.

Il progetto prevede la realizzazione di altri tre pozzi, che andrebbero ad aggiungersi ai due già esistenti, e la costruzione di una raffineria, su una superficie di due ettari (20.000 metri quadrati), e di un gasdotto di 7,5 km nei comuni di Roccascalegna e Torricella Peligna.

La domanda di espressione del giudizio di compatibilità avvia l'attività di valutazione di impatto ambientale per cui chiunque abbia interesse (cittadini, associazioni, enti) può presentare entro 60 giorni, istanze, osservazioni e pareri sull'opera, in forma scritta.

Copie del progetto sono disponibili presso: Regione Abruzzo (Ufficio Valutazioni Impatto Ambientale, Via Leonardo da Vinci, Palazzo Silone, L'Aquila), Provincia di Chieti (Servizio Urbanistico e Pianificazione, Piazza Monsignor Venturi 4, Chieti) e Comune di Bomba.

Guarda la planimetria dell'impianto

Vai al sito del Comitato

Scarica l'avviso al pubblico in Pdf

La notizia è stata già commentata da Maria Rita D'Orsogna, docente della California State University, una delle più vivaci attiviste contro le perforazioni e la costruzione di raffinerie  in Abruzzo, sul suo blog dove in uno dei post, intitolato "I ricatti dell'assomineraria" si legge che "in altri paesi le royalties", per le attività minerarie "sono ben di più del misero 4% in mare e ora pare del 10% su terraferma" dovuti in Italia, mentre "in Norvegia e Libia - scrive D'Orsogna - siamo all' 80%!". In proposito nel blog c'è anche il link per vedere la tabella con le royalties dovute per l'estrazione nei vari Paesi.



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