25 mag, 2012
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DA GRANDE

Quand’ero bambino una delle domande più stupide e ricorrenti che arrivava dal mondo degli adulti era questa: cosa vuoi fare da grande? Quasi sempre il quesito era posto con un sorriso da ebete a 32 denti e un buffetto paterno sulla guancia, cosa che rendeva ancora più insopportabile l’approccio.

La risposta di tutti i bambini di quell’età, quando siedi ancora sui banchi della terza elementare, era più o meno scontata: il postino, il lattaio, il vigile urbano…, in qualche rarissimo caso l’astronauta se ti era capitato di ascoltare le improbabili telecronache di Tito Stagno.

Insomma, gli esempi più vicini che ti venivano proprio dal mondo degli adulti, da quel microcosmo quotidiano che si riduceva alle conoscenze di famiglia e dintorni o alle poche immagini in bianco e nero che arrivavano dalla Tv.

Oggi alla stessa domanda cinque bambini su dieci rispondono il Grande fratello, che ai miei tempi era il fratello più grande dal quale le prendevi sempre.

Perché anche se hai solo 8 anni due conti te li sai fare: trecentomila euro di guadagno per stare qualche settimana chiuso in una stanza a fare gare di scoregge, esibire tatuaggi, perizoma di pizzo e tette di plastica. E che ci vuole!

Se penso che il mio eroe era Rin-Tin-Tin mi do dello stupido da solo.

Ora ho preso una decisione anch’io: da grande voglio fare il direttore del Tg1. E che ci vuole! Ti siedi dietro una scrivania e aspetti che succeda qualcosa, poi vai in Tv e dici: non è vero, non dovete credere a queste fandonie, è solo una allucinazione dovuta a quella pozione malefica che il farmacista “rosso” sotto casa vi ha rifilato al posto dell’aspirina.

Poi alla fine dell’editoriale ti rimetti accanto al telefono e aspetti che squilli. E che ci vuole!

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