| Tangenti alla Asl, 5 arresti a Pescara |
| Cronache - Cronache da Pescara |
| Lunedì 15 Marzo 2010 12:15 |
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Un funzionario dell'Asl di Pescara e altre 4 persone sono state arrestate dalla polizia con l'accusa di corruzione aggravata, truffa aggravata e falso nell'ambito di un'inchiesta sui lavori per la ristrutturazione di una palazzina dell'ospedale di Pescara
. I provvedimenti - tre in carcere, due ai domiciliari - sono stati disposti dalla Procura della Repubblica di Pescara. In carcere, su disposizione del gip Guido Campli, sono finiti Franco D'Intino, 59 anni, funzionario della Asl e responsabile unico dei lavori finiti nel mirino della magistratura, Giulio Piancone, di 56 anni, imprenditore della provincia di Foggia, e Giacomo Piscitelli, di 58 anni, di Barletta, responsabile del cantiere e dipendente di Piancone. Piancone è in carcere a Foggia. Ai domiciliari ci sono, invece, Alfonso Colliva, di Pescara, di 51 anni, e Damiana Bugiani, di 52 anni di Pescara, direttori dei lavori nell'appalto incriminato. Il pm è Gennaro Varone. Tra gli indagati c'è anche il manager della Asl, Claudio D'Amario. Le indagini riguardano la ristrutturazione e messa a norma di tre piani della palazzina rossa dell'ospedale di Pescara, dove sono raggruppate ostetricia e ginecologia. L'appalto (importo iniziale tre milioni di euro) è stato aggiudicato nel 2007 a un'associazione temporanea composta da due imprese ed è stato proprio uno dei due imprenditori, della provincia di Foggia, a presentarsi a novembre alla squadra mobile di Pescara per segnalare che c'era qualcosa che non andava. L'imprenditore arrestato - secondo gli investigatori - avrebbe dettato legge per l'appalto, stabilito i costi, si sarebbe occupato direttamente della contabilità che D'Intino, responsabile unico del procedimento, e i direttori dei lavori si sarebbero limitati a firmare. Sempre secondo l'accusa, D'Intino avrebbe beneficiato gratuitamente, a spese della Asl di Pescara, della ristrutturazione del bagno di casa e della sistemazione di alcuni infissi, sempre a casa sua, fatturati alla Asl. I due direttori dei lavori, invece, secondo l'accusa, avrebbero beneficiato dell'erogazione delle parcelle in cambio di lavoro non svolto perché ad occuparsi di tutto era l'imprenditore arrestato. I due hanno sostituito due direttori dei lavori nominati in precedenza e poi rimossi. Le indagini, che non sono finite, hanno spiegato gli investigatori, si sono basate su una serie di documenti e su una grossa mole di intercettazioni. |


